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Una folla commossa per l’addio a Edo Ogni 30 settembre la scuola lo ricorderà

Ivana Agostini
Una folla commossa per l’addio a Edo Ogni 30 settembre la scuola lo ricorderà

Palloncini neri e rossi al funerale del calciatore 16enne Accanto alla famiglia gli affezionati compagni di squadra

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Una folla commossa ha salutato ieri, nella chiesa di Borgo Carige, Edoardo Bertocci, il sedicenne morto lunedì dopo una breve malattia.

L’atmosfera a Borgo Carige era surreale. Le persone hanno iniziato a disporsi vicino alla chiesa molto prima dell’arrivo del feretro. Sulla scalinata della chiesa due file di fiori bianchi ad accogliere la salma. Gli occhi erano lucidi tra chi giungeva per dare l’estremo saluto al giovane.

Alla spicciolata sono arrivati gli amici di Edo, i compagni di scuola vecchi e nuovi, i compagni di squadra. Erano facilmente riconoscibili, vestiti nella loro divisa gialla della squadra del Pescia Romana. Tutti avevano un fiore bianco in mano.

Uno accanto all’altro, in silenzio e con lo sguardo basso, si sono disposti sul piazzale della chiesa ad aspettare il loro compagno di squadra, che fino a pochi mesi fa ha vissuto con loro la passione per le partite e gli allenamenti. Sono rimasti fino alla fine, vicino alla salma adagiata sull’altare.

Il feretro di Edoardo è arrivato poco dopo le 15,30. Le campane poco prima avevano suonato a festa: un suono inusuale per un funerale.

Edoardo era un ragazzo e le campane hanno risuonato con rintocchi gioiosi, come gioiosa era la sua anima. «Edoardo in questa chiesa ha fatto il chierichetto – ha detto don Marcello Serio – ha preso la comunione. Era un ragazzo bello fuori e soprattutto bello dentro».

Sulla bara bianca la sua foto lo mostrava in un sorriso bellissimo, lo stesso che il giovane ha mantenuto fino alla fine. Fino alla fine ha continuato a fare sogni e progetti. Uno fra tutti: tornare quanto prima a giocare a pallone. «Ora Edoardo corri sui prati del Paradiso dietro al tuo pallone», ha aggiunto il parroco. Chiunque abbia conosciuto Edoardo sa che il ragazzo era un esempio di educazione e di rispetto.

Immenso e non consolabile il dolore dei genitori, Mauro Bertocci, geometra molto conosciuto a Capalbio, e Laura Luna, dipendente della filiale di Pescia Romana della Banca Tema.

Il padre ha voluto ringraziare tutti coloro che sono stati vicini alla famiglia. «Grazie ai colleghi di mia moglie che al lavoro si sono organizzati per far sì che lei stesse vicino a Edo. Grazie alla dirigenza che le ha concesso di assentarsi dal lavoro nonostante la burocrazia rendesse tutto molto complicato».

Mauro ha chiesto anche perdono a suo figlio. «Scusa per le bugie che ti ho detto ma l’ho fatto per te». Il ragazzo non sapeva della sua malattia.

Edoardo aveva un fratello maggiore: Riccardo. Strettissimo il legame fra loro. «Mi accoglieva sempre con un sorriso – ha ricordato lui – Invito tutti ad amare chi vi sta vicino perché il tempo è davvero poco». Anche la mamma Laura ha salutato il suo Edo chiedendo a Dio «il perché di questa tragedia».

Edoardo non sarà dimenticato nemmeno nella scuola che frequentava da bambino: «ogni anno il 30 settembre – ha detto un’insegnante – la scuola si fermerà per una giornata dedicata a lui».

All’uscita dalla chiesa tanti palloncini neri e rossi, colori della sua squadra del cuore, sono stati fatti volare verso il cielo, l’ultimo saluto a un ragazzo che nessuno dimenticherà. —

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