Il Tirreno

Grosseto

strategie 

Il sindacato scende in strada con oltre cinquanta progetti

E.P.

Una nuova cultura organizzativa all’insegna della contrattazione inclusiva, che punta a ragionare per ambiti e non per singoli 

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grosseto. «La disarticolazione del mercato del lavoro c’impone un cambio di passo» dice il segretario generale della Cgil Claudio Renzetti. E così la Camera del Lavoro ha elaborato 54 progetti specifici, progetti da “sindacato di strada” che superano la rigida divisione per categorie attraverso una nuova cultura organizzativa e operativa, all’insegna della “contrattazione inclusiva”. La convinzione è che sempre più le tradizionali categorie dovranno integrarsi e operare insieme, perché lo richiedono le nuove professioni, sempre più trasversali.

«Per questo – spiega Renzetti – abbiamo deciso di configurarci sempre più come “sindacato di strada”, facendo la scelta di presidiare più assiduamente i luoghi di lavoro per meglio rappresentare lavoratori che modificano costantemente mansioni e competenze».

Ma cosa si intende per contrattazione inclusiva, per trasversalità? «Oggi – dice ancora Renzetti – non ha più senso contrattare, solo per gli infermieri, un costo più basso della mensa o di un parcheggio vicino all’ospedale. E non fare altrettanto per gli impiegati esterni delle ditte di pulizie o manutenzioni vincitrici di appalti della Asl: lavoratori che hanno gli stessi bisogni pur avendo mansioni diverse, ma in un unico ambiente lavorativo». Si ragiona per ambiti, argomenti, temi. Così, ad esempio, c'è l’idea è di un progetto dedicato alla zona industriale nord, dove creare un luogo fisico per le tute e le vestaglie di tutti i colori e «sperimentare una nuova contrattazione di “sito produttivo”»; ma anche affrontare le nuove frontiere del mondo del lavoro, come la tutela dei raider, dei lavoratori dell’e-commerce e dei consegnatari di pacchi.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro in agricoltura, poi, l’obiettivo è togliere spazio al caporalato, individuando luoghi pubblici per l’incrocio della domanda e dell’offerta di lavoro e organizzando i trasporti, oltre a dare a qui lavoratori assistenza a tutto tondo. «La Cgil – conclude Renzetti - rimane in campo come e più di prima, ma con strumenti più flessibili e adeguati a contrastare il processo di precarizzazione». —

E.P.

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