Italia
All’Accesa tra libellule e orchidee rare
Censite più di 35 specie differenti di insetti e una testuggine: tutte le meraviglie dell’ecosistema del lago
massa marittima. C’è il Granchio di fiume, ovvero il Potamon fluviatile, diversi uccelli rari che nidificano solo nei canneti, una testuggine, la Testudo hermanni, prima comune e oggi a forte rischio di estinzione e, soprattutto, un patrimonio più unico che raro di ben 35 specie diverse di libellule: il lago dell’Accesa, non a caso compreso nella rete Natura 2000 e considerato una zona speciale di conservazione, è un luogo in cui convivono indisturbate tante specie diverse di animali.
A parlarne è Marco Porciani, da più di trent’anni guida ambientale nelle Colline Metallifere, specializzato nel settore naturalistico e membro di Odonata.it, ovvero l’associazione scientifica che promuove la ricerca e cerca di preservare sia le libellule che il loro habitat.
«Si parla molto del lago dell’Accesa ma non si considera che questo è luogo particolare e prezioso», dice Porciani. «Ho censito 35 specie diverse – spiega la guida – In Italia sono circa 95 le specie presenti e 35 sono al lago. Questo dato da solo fa già capire l’importanza di questo luogo».
Tra le libellule presenti all’accesa di particolare importanza risultano essere la Lindenia tetraphylla e l’Oxygastra curtisii conosciuta con il nome di Smeralda di fiume.
Ma gli animali presenti nel lago sono veramente tanti: «c’è il Granchio di fiume che non è particolarmente comune – spiega l’esperto – e anche a livello di uccelli ci sono diverse specie che nidificano solo nei canneti, sempre più difficili da trovare: a primavera arrivano il Tarabusino, il Cannareccione e la Cannaiola tutti animali che si estinguono se scompaiono i luoghi dove si riproducono».
Un altro animale molto importante è poi la testuggine di Hermann fortemente a rischio e individuata recentemente nei pressi dell’Accesa.
Non è poi da sottovalutare anche la botanica: «A livello botanico – dice Porciani – le specie di rilievo sono due orchidee: la Anacamptis palustris, ovvero l’orchidea di palude e l’Epipactis palustris, conosciuta come Elleborina di palude. Sono entrambe poco comuni e specie in rarefazione perché vivono in ambienti specifici che stanno sparendo: questo è uno dei pochi luoghi di acqua dolce naturali della Maremma».
Il nuovo progetto previsto per il lago dell’Accesa, un piano di riqualificazione per rendere il luogo più confortevole per i turisti, preoccupa la guida ambientale che spera in un’attenzione particolare.
«Confido che vengano messe a posto le passerelle e che vengano ripristinati i tavolini – dice Porciani – la bellezza di quel posto è legata al suo essere selvaggio. Mi auguro quindi che in futuro la parte fruibile venga separata da un’altra lasciata alla natura e per permettere questo servirebbe senza dubbio un accesso controllato. Se il progetto non prevede stabilimenti balneari non lo ritengo preoccupante». —
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