La manifestazione
Precedenti, procedure e il rischio elefantiasi
grosseto. Il corridoio tirrenico è un vaso di pandora prodigo di paradossi. Uno di questi è che la Maremma deve sperare nell’Anas per vedere finalmente superato il proprio imbarazzante isolamento infrastrutturale. Perché ritenuta dal tavolo di associazioni e sindacati - “Sì Grosseto va avanti!” - addirittura più affidabile della Sat.
Anas è l’Ente nazionale per le strade che, per intendersi, ha iniziato nel 2001 i lavori di adeguamento della Grosseto Siena (E78), cui mancano ancora due lotti e una galleria. Stesso soggetto che da due/tre/quattro…anni lascia incompiuto il restauro del viadotto “Falciani” sull’Autopalio Siena-Firenze. Con un’indegna strozzatura della carreggiata in ingresso e uscita da Firenze, a due passi dal cimitero dei soldati americani.
Sabato 12 ottobre sarà la volta dell’ennesima manifestazione per il completamento del corridoio tirrenico. Pare ci vogliano poco più di 600 milioni di euro per adeguare l’Aurelia a quattro corsie con gli standard comunitari. 300 ce li aveva già mesi il ministro Del Rio, lo ha sottolineato la capodipartimento del Mit, Elisa Grande. Poi siccome la conferenza dei servizi sul tracciato traccheggiava, quei soldi sono confluiti negli stanziamenti per ricostruire il ponte Morandi.
Il minimo comune denominatore, quindi, rimane l’adeguamento Anas dell’Aurelia. Perché se si riaprisse il capitolo autostrada, il rischio è che l’elefantiasi delle procedure amministrative ritarderebbe tutto di almeno altri tre anni.
A ottobre tutti insieme appassionatamente, quindi, coi trattori sull’Aurelia nella logica della riduzione del danno. Tutti a pendere dalle labbra di Anas...
Massimiliano Frascino
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