Il Tirreno

Grosseto

l’intervista 

Borghi consulente di Sei «È solo merito professionale»

Gabriele Baldanzi
Borghi consulente di Sei «È solo merito professionale»

L’ex vicesindaco spiega la genesi della sua collaborazione con la società Smentisce i legami con la Lega: «Sono chiacchiericci fatti per diffamarmi» 

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A dicembre dell’anno scorso l’ex vicesindaco di Grosseto ed ex Pd Paolo Borghi ricevette un incarico professionale dall’amministratore delegato di Sei Toscana Marco Mairaghi (novemilaseicento euro lordi); una consulenza che ora fa discutere alcuni addetti ai lavori, fosse altro per il fatto che Borghi da tre anni ha deciso di restare ai margini della politica, riducendo al minimo presenze e interventi. «Senza nulla pretendere in nome del passato, senza pestare i piedi a nessuno, ma cercando di crescere professionalmente», sono parole del diretto interessato.

Gli atti che certificano l’affidamento sono pubblici. Borghi svolge questa attività extra impiego (è un dipendente della Regione Toscana) insieme ad altri due ex amministratori toscani del centrosinistra: Alessandro Pesci, già sindaco di Fiesole e ed ex segretario generale dell’Anci Toscana e Luca Fanciullacci, sindaco di Cerreto Guidi tra il 1995 e il 2004.

L’incarico di Borghi scade il 31 dicembre, dopo che – in prima battuta – avrebbe dovuto concludersi l’8 febbraio scorso. Uno slittamento dovuto a esigenze del committente, Sei Toscana.

L’ex vicesindaco di Grosseto si occupa di un progetto di finanza in materia commerciale, legato ai servizi che può rendere Sei Toscana ai Comuni dell’Ato Sud. Deve verificare elaborati e documenti di natura tecnico-amministrativa, insieme ai due colleghi. Sentito al telefono, Borghi spiega la natura del rapporto con Sei Toscana. «Sono contento – afferma Borghi – di poter chiarire la genesi e la natura dell’incarico, propostomi un anno fa dall’amministratore delegato di Sei Marco Mairaghi. È un incarico che nasce dal mio curriculum, da una lunga esperienza amministrativa svolta a Grosseto, evidentemente positiva, che ha visto il risanamento del bilancio della città e di cui sono grato al Pd. Un incarico, non lo nego, che nasce grazie anche a relazioni intessute nel corso degli anni attraverso l’attività amministrativa».

Il chiacchiericcio su questo incarico Borghi lo definisce spiacevole. «Mi suonano come una mirata diffamazione le affermazioni di coloro che, parlando di questa consulenza, lasciano in qualche modo intendere che sia stata caldeggiata dalla Lega - spiega - Non è assolutamente così. Sono fuori dalla contesa politica da ormai tre anni, limito le mie esternazioni, evito ogni coinvolgimento laddove invece, da più parti (anche da dirigenti del Pd), mi si chiede di tornare in pista e di impegnarmi. Ecco, vorrei non essere considerato sotto questo profilo e, soprattutto, vorrei evitare di rappresentare ancora oggi lo spauracchio o il capro espiatorio di chi a Grosseto ha fallito per propri demeriti e non certo per colpa mia».

L’ex assessore al bilancio del Comune di Grosseto nega quindi ogni relazione con la Lega. «È fantapolitica. Figuriamoci se sono leghista - dice - Il fatto che tra tante persone che frequento, che considero amiche, alcune siamo vicine al Carroccio, che siano state investite, per le proprie competenze, di ruoli tecnici, non significa nulla e – lo ripeto – trovo gratuito e diffamatorio che qualcuno, magari per giustificare proprie scelte o fallimenti politici ed elettorali, voglia ora collocarmi a forza in collo ad Andrea Ulmi, Mario Lolini o Manuel Vescovi, che nemmeno so chi sia. Ribadisco che è una fase della mia vita in cui sono fuori da tutti i giochi politici e penso solo alla mia crescita professionale. In questi termini va inquadrato il compito che mi è stato assegnato da Sei Toscana e che spero di portare in fondo nel migliore dei modi».

Poi Borghi conclude: «Capisco che faccia notizia parlare di me, ma io non sono un cacciatore di incarichi - avverte - non cerco rendite di posizione, introiti extra rispetto al mio lavoro. In questi tre anni mi sono riposato, ho preso le distanze da un mondo che a volte è necessario osservare a distanza. Non avrei voluto intervenire su questo argomento. Ripeto: lo faccio solo per spiegare ed evitare ulteriori speculazioni». —



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