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Tripudio di pizze gourmet con il pecorino toscano Dop

Lina Senserini
Tripudio di pizze gourmet con il pecorino toscano Dop

Dieci maestri della pala hanno raccolto l’invito del Caseificio sociale Manciano Alla Fattoria Le Guardiole sfida di originalissime ricette a base di prodotti locali

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Sfida tra pizzaioli gourmet, sabato scorso, alla Fattoria Le Guardiole, nel comune di Capalbio, per La mi’ pizza al toscano Dop, evento organizzato dal Caseificio sociale Manciano, con il contributo della Regione, nell’ambito delle iniziative di valorizzazione del pecorino toscano Dop. Pale alla mano, dieci pizzaioli, provenienti da Manciano, Grosseto, Cecina, Firenze, Siena e Val di Chiana si sono alternati tra forno a legna e forno elettrico nella creazione di pizze accomunate dai formaggi del caseificio di Manciano, ma diverse l’una dall’altra grazie alla fantasia dei loro autori. Non una vera e propria gara, perché l’unico vincitore è stato il gusto di pizze uniche, appositamente studiate per la serata.

“Raccontate” una per una dalla presentazione di Francesco Gentili, innaffiate dai vini della Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, hanno messo insieme il pecorino del caseificio sociale con altri prodotti di altissima qualità, come le farine del molino Parri, le conserve di pomodoro Petti, di soli pomodori toscani, e altre eccellenze regionali e nazionali. Tanti e diversi i formaggi del caseificio Manciano usati dai pizzaioli: dal più gettonato pecorino toscano Dop “Amico del Cuore”, al sapore più intenso del Dop stagionato 12 mesi, al Rosso Petti di Manciano, trattato in crosta con l’omonimo doppio concentrato di pomodoro e olio extravergine di oliva Igp Toscano dell’azienda Olma.

Ha aperto la serata, Giacomo Fusi (pizzeria Doppio Zero di Manciano) con la sua L’Insolita, che al pecorino stagionato 12 mesi ha unito cozze, pomodorini gialli ripassati in padella e menta. Da Grosseto, Fabio Pettorali (Il Melograno) e Pietro Camerota (pizzeria Mon Amour) hanno proposto rispettivamente la pizza Maremmana (datterini, crema di pecorino Amico del Cuore, scaglie di pecorino stagionato 12 mesi, bufala affumicata e rigatino di Cinta senese) e la Mon Amour, con farina di grano e avena, datterini, crema Rosso Petti, miele di acacia e limone, pachino, rucola, valeriana e salmone. Gabriele Dani, da Disapore La Pietra, pizzeria contemporanea, di Cecina, fresco del riconoscimento di due Spicchi del Gambero Rosso, ha proposto la Marinara gialla, con scaglie di pomodori pelati Petti essiccati, stracciatella di pecorino Rosso Petti, alici di Cetara, zest di limone, pomodoro di zucca. Da Venturina, Melchiorre Cafiero, della pizzeria Ci si trova lì, ha proposto la Sorrentina, datterini, Rosso Petti di Manciano, ricotta (di Manciano), mozzarella e noci di Sorrento. E non potevano mancare pizzaioli gourmet da Firenze: Mario Cipriano (ristorate pizzeria Il Vecchio e il mare, tre Spicchi del Gambero Rosso), con la sua Nuvola cotta a vapore (fonduta di pecorino, polpo croccante, sabbia di lamponi e zest di tartufo fresco), e Domenico Felice (pizzeria Ti do una pizza), con la sua Toscana, impasto di grano antico, datterini, crema di pecorino stagionato 12 mesi e guanciale di suino grigio del Casentino. Gabriele Tonti (due Rotelle del Gambero Rosso), da Sesto Fiorentino, titolare di Ghevido, ha proposto un omaggio alla Maremma con la Buttera, farcita con sugo alla Buttera e pecorino stagionato. Paolo D’Urzo, dalla pizzeria “La Veranda” di Siena, ha proposto la pizza Lauretta, farina di soia e cereali, petali di pecorino e crema, zucca arrostita e marinata, salsiccia di cinta senese Dop. A chiudere la serata, Gloria Basagni, che, in rappresentanza dello storico panificio Menchetti di Cesa Marciano della Chiana, ha proposto il crostone della Val di Chiana, base integrale, datterini, pecorino stagionato, rucola prosciutto toscano Dop. —

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