Gioco
Si uccide con un mix di farmaci: espianto di organi all’ospedale
L’uomo aveva 47 anni ed era stato trovato nella sua casa in fin di vita Due mesi fa aveva dato il consenso per la donazione: ieri sera l’intervento
FOLLONICA. Soltanto due mesi fa aveva dato il consenso per la donazione degli organi. Era stato forse quello il suo ultimo desiderio, prima di decidere di togliersi la vita. Quel desiderio, ieri sera all’ospedale Misericordia, è stato esaudito quando l’équipe che si occupa degli espianti è entrata in sala operatoria. Il fegato, i reni ma anche le cornee e i tessuti del quarantasettenne non erano stati toccati, in alcun modo, dai farmaci che aveva ingerito. E quindi potevano essere donati.
La tragedia si è consumata nel giro di due giorni: venerdì mattina il quarantasettenne, che abitava da solo a Follonica, è stato trovato in condizioni disperate nel suo appartamento. Come è stato capito più tardi, a renderlo in quelle condizioni era stato un cocktail micidiale di farmaci che però non lo aveva ucciso. Arrivato all’ospedale di Grosseto, i medici hanno comunque compreso immediatamente che la situazione era gravissima: il 47enne è stato portato subito in Rianimazione, dove è rimasto fino a ieri.
C’era quel consenso alla donazione degli organi che doveva essere rispettato. C’era quell’ultimo regalo che il quarantasettenne ha voluto fare a chi ha bisogno di un nuovo organo per vivere. A chi, alla vita che lui a un certo momento ha deciso di abbandonare, c’è attaccato con tutte le forze. E così è stato: ieri pomeriggio, quando al Misericordia è stata dichiarata la morte dell’uomo, sono cominciate le operazioni di espianto che si sono concluse in tarda serata.
La salma dell’uomo sarà restituita ai suoi familiari: non era sposato e non aveva figli. Aveva un lavoro ed era un grande appassionato di sport, di tennis in particolare.
Il quarantasettenne a Follonica aveva solo sua madre. Schivo, taciturno ma sempre gentile, probabilmente aveva già cominciato a pensare di togliersi la vita quando ha deciso di diventare donatore. Appena due mesi fa ha fatto l’iscrizione. Non aveva parlato quasi con nessuno di quello che gli stava succedendo: i motivi che lo hanno spinto a iniettarsi quel mix letale sono ancora sconosciuti. Quello che però ha voluto fare è stato un atto di estrema generosità nei confronti di chi invece lotta ogni giorno per vivere. Lui invece, la scorsa settimana si è arreso.
I farmaci che si è iniettato però non hanno provocato alcun danno agli organi del quarantasettenne che ora potranno salvare la vita di chi è in attesa di trapianto da tempo.
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