Il Tirreno

Grosseto

Ciclopista nel bosco Rischio di incendi e di alterare i luoghi

Aldo Giorgio Salvatori

L’Associazione Italiana per la Wilderness  a Bartoletti sul progetto per Punta Ala 

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la replica

Rispondiamo volentieri all’architetto Daniele Bartoletti, ex assessore del Comune di Castiglione della Pescaia, che il 27 settembre ha contestato la posizione della scrivente Associazione Italiana per la Wilderness (Aiw) in merito alla progettata ciclopista tirrenica.

La Via della Dogana è giustamente, come lui scrive, di «rara bellezza», ma, diciamo noi, anche di grande valore storico. Quindi, un bene culturale che va preservato e non già trasformandolo in una moderna via ampliata e bitumata... L’antica Strada della Dogana è un percorso che per ovvie ragioni è scomparso, inghiottito dalla macchia, e non si presterebbe affatto ad una ciclopista, vista l’asperità dei luoghi che attraversava. E che proprio per questa meritano di essere preservati così come sono.

Che il progetto sia «strategico» per la Regione Toscana, la quale «mira ad adeguare la fruizione del territorio» non è, né deve essere, motivo perché la Regione sciupi le sue bellezze primarie; e noi riteniamo che la Maremma sia una di queste. Se questi scenari vengono sviliti deturpandoli con moderne iniziative, quale deve ritenersi la ciclopista progettata, essa perderà proprio quelle cose che sono la sua attrattiva maggiore per il turismo. Turismo sostenibile non deve significare, turismo a scapito della bellezza dei luoghi, bensì, caso mai, nel rispetto di questi. Parlare di «riaprire» la pista è ingannevole, perché si potrebbe intendere o fare intendere che oggi sia chiusa (è agibile a piedi e a cavallo), ma che la si voglia aprire a mezzi meccanici e anche a motore, sebbene elettrici non è certo il modo migliore per rispettarne il suo valore storicoambientale.

La nostra segnalazione della rischiosità dell’iniziativa ha ragione di essere dalla irriproducibilità dell’ecosistema pressoché primario che la ciclopista attraverserebbe, nel deprecato caso in cui fosse danneggiato da un incendio o dalla cattiva attenzione. Peraltro, Castiglione della Pescaia è un paese che vive sotto il costante rischio di incendi (sia dolosi come quelli terribili del 2017, che colposi, come quelli che si sviluppano ogni anno) e favorire l’accesso a quest’area ora selvaggia potrebbe anche divenire un indiretto (certamente non voluto, ma conseguenzialmente ipotizzabile) modo di favorire anche gli incendi. L’Associazione che rappresentiamo non ha interessi personali o economici da difendere. Nessuno si dovrebbe permettere certe insinuazioni verso un’associazione storica e indipendente quale è la nostra. —

Aldo Giorgio Salvatori

presidente Aiw

Franco Zunino

segretario generale Aiw



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