Lutto
Gettone di presenza, il Comune fa causa a quattro ex consiglieri
Sono quelli che sedevano in commissione e che avevano riscosso somme dichiarate poi illegittime: le cifre sono basse Sensi: «Li restituisco subito»
«Poiché i tentativi bonari non sono andati a buon fine, si ritiene di dover agire nelle sedi ritenute più opportune per tutelare gli interessi dell’ente». Con queste parole, impresse in una delibera di giunta approvata nei giorni scorsi, il Comune di Grosseto batte cassa ai suoi ex consiglieri. Non tutti, ma a quelli che hanno preso parte alle varie conferenze dei capigruppo che si sono susseguite dal 2006al 2009, così come è stato imposto nel 2016 dall’amministrazione (seguendo il percorso tracciato dalla precedente) che ha chiesto indietro i gettoni di presenza in modo da allinearsi con la normativa entrata intanto in vigore.
A onor del vero, tutti gli ex membri dell’assise grossetano hanno già provveduto a rimborsare quanto richiesto, ad eccezione di quattro. Ed è proprio per questi ultimi che la giunta, su spinta degli uffici, è pronta a portare la vicenda in tribunale.
Quando la questione sono i costi della politica il pensiero va subito a cifre imponenti, ma questa volta, in riferimento ai quattro ex consiglieri, parliamo di poche centinaia di euro. Stando alla delibera approvata in settimana, il punto non sono i soldi da riscuotere, quanto piuttosto il rischio di non riscuoterli, con il rischio di una sanzione da parte della Corte dei Conti, la stessa che ha introdotto la novità in materia. Il punto di rottura rispetto al passato è da datarsi al 2009. Prima la conferenza dei capigruppo era equiparata alle commissioni consiliari permanenti. Compenso previsto: poco più di 92 euro a gettone. Successivamente, il ministero dell’Interno e la Corte dei Conti, dal 2009, hanno ritenuto l’equiparazione in contrasto con un decreto del 2000: la conferenza dei capigruppo ha competenza in materia di programmazione dei lavori del consiglio comunale, non può essere paragonata alle commissioni consiliari. Ed ecco il dietrofront.
Nel 2009, l’allora amministrazione Bonifazi aveva sospeso in via cautelativa l’esborso dei gettoni. Il problema però è comunque rimasto, vista la necessità di farsi rimborsare gli arretrati. Nel 2016 il Comune ha chiesto a tutti gli ex capigruppo di restituire i gettoni incassati e tutti, a parte quattro, hanno provveduto. Per gli inadempienti adesso, dopo due tentativi andati a vuoto nel 2017, l’amministrazione è pronta alle vie legali attraverso un’ingiunzione di pagamento. Ma probabilmente non sarà necessario. «Vista la somma esigua la questione era caduta nel dimenticatoio – dice l’ex consigliere Christian Sensi, uno dei quattro coinvolti – Ma la prossima settimana provvederò subito a versare quanto mi è stato richiesto» . Stando alle sue presenze nelle conferenze, neanche duecento euro. —
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