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La Asl: «Niente allarmismi sul batterio New Delhi ma l’attenzione resta alta»

L’azienda sanitaria riferisce che «si registra quasi il 100%  dei risultati negativi» Il direttore D’Urso: «Ci sono soggetti colonizzati ma sani»

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grosseto. Resta alta l’attenzione della Asl Sud Est (che copre le province di Grosseto, Siena e Arezzo) sulla vicenda del batterio New Delhi anche se nell’intera Asl si registra quasi il 100% dei risultati negativi.

«La questione centrale – sottolinea l’azienda – non è il batterio nello specifico ma le infezioni in senso generale, tema a cui, tra l’altro, è collegata, in certi casi, l’antibiotico-resistenza. Si tratta di situazioni che richiedono grande attenzione, professionalità e accorgimenti sia tra i cittadini che tra gli operatori sanitari».

Il lavaggio delle mani è l’arma più importante ed efficace contro le infezioni, una buona pratica spesso sottovalutata ma sistema principale di prevenzione.

In merito al New Delhi, la Asl Sud Est ha adottato una procedura aziendale ad hoc dedicata alla diagnosi, alla sorveglianza e al controllo di eventuali infezioni. Inoltre dal 15 settembre la Regione Toscana ha predisposto lo screening per tutti coloro che entrano in ospedale per un ricovero.

«Nessun allarmismo, dunque – dice l’Asl – ma la soglia di attenzione non può scendere da parte di nessuno se si considera che l’Italia risulta essere, in ambito europeo, uno dei Paesi con il più elevato consumo di antibiotici e con preoccupanti livelli di resistenza, fenomeno che è andato aumentando in dieci anni dal 15% al 35%. Si stima, addirittura, che nel 2050 le infezioni da batteri resistenti potrebbero causare nel mondo un numero di decessi superiore al tumore, al diabete o a incidenti stradali».

«Stiamo lavorando con la massima attenzione per sensibilizzare operatori e comunità sulle buone norme per la prevenzione e il contenimento delle infezioni, su cui la Regione Toscana sta già operando da qualche anno – dichiara il direttore generale Antonio D’Urso – È importante sapere che ci sono soggetti colonizzati che non sanno di esserlo e che comunque sono da considerarsi a tutti gli effetti persone sane. Nel caso in cui però, queste stesse persone abbiano delle malattie che compromettono il sistema immunitario, è possibile lo sviluppo di infezioni resistenti ai trattamenti con i farmaci. Chiediamo quindi la massima collaborazione di tutti per trasformare questa circostanza in un’opportunità per rafforzare la consapevolezza delle buone pratiche in sanità».

La Asl Sud Est sta organizzando incontri con i sindaci, gli operatori, le strutture convenzionate (case di cura, Rsa eccetera) e con i cittadini, per dare tutte le informazioni necessarie nella prevenzione delle infezioni, compreso il batterio New Delhi. —



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