Sicurezza
Ciclopista, Bartoletti replica «È la storica via della Dogana»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Non si è fatta attendere la risposta dell’architetto Daniele Bartoletti, nella passata legislatura assessore del Comune di Castiglione, che di quella pista ciclabile si è sempre interessato: «Le affermazioni dette dall’associazione Wilderness – scrive Bartoletti - non corrispondono al vero: il tratto che attraversa Punta Ala della ciclopista è quello storico di via della Dogana, tra l’altro di rara bellezza».
Nei giorni scorsi, pubblicata dal Tirreno, l’associazione ambientalista Wilderness che si occupa di salvaguardare il territorio, difendendo la natura “selvaggia”, si era detta contraria all’apertura della nuova via riservata alle bici, in una zona da lasciare incontaminata. Il presidente dell’associazione Aldo Giorgio Salvatori e il segretario generale Franco Zunino hanno scritto: «Questo noto e importante scenario di antica Maremma (Punta Ala appunto, ndc) è infatti oggi minacciato da un progetto di ciclopista – sottolineano i dirigenti di Aiw - e benché apparentemente compatibile, richiamandosi al cosiddetto slow tourism (turismo lento, ndc), nel momento in cui viene ad interessare un’area naturale rimasta sufficientemente selvaggia, ne compromette proprio la sua essenza». Bartoletti risponde nel merito: «Ritengo che un’associazione che si presenta come di difesa del territorio avrebbe il primario compito di documentarsi quando interviene su temi di interventi pubblici così importanti – verga Bartoletti - la Ciclopista Tirrenica è un progetto strategico della Regione Toscana che mira ad adeguare la fruizione del territorio al pari di molte regioni del nord Italia e soprattutto dei più evoluti Paesi Europei, oltre che implementare il cicloturismo per le sue qualità di turismo sostenibile». E ancora: «Il tratto di ciclopista di Punta Ala consisterà nella riapertura (parziale in quanto alcuni tratti sono già fruibili) del percorso storico di via della Dogana che parte da Castiglione della Pescaia e arriva al promontorio di Punta Ala seguendo la conformazione del territorio costituito da una costa rocciosa a picco sul mare. Un tratto di costa di un percorso più lungo, che parte da Livorno e giunge fino al promontorio dell'Argentario».
L’architetto castiglionese ricorda anche la storicità della via: «Alla fine del '500 il Granduca di Toscana Cosimo I dei Medici applicò una vera e propria militarizzazione del territorio toscano creando una rete costiera di difesa con torri di avvistamento “la strada dei Cavalleggeri”, appunto la strada in questione. Non si capisce dunque, quale nefasta conseguenza possa comportare la realizzazione della pista ciclabile con la riapertura di questo percorso, considerando che sicuramente gli Enti preposti garantiranno la sostenibilità del progetto e la sua compatibilità ambientale, a meno che le preoccupazioni dell’associazione non siano tanto quelle della salvaguardia della “Palma nana e del Finocchio di mare” ma di non avvicinarsi troppo ai giardini di qualche villa di Punta Ala».—
Enrico Giovannelli
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