Sicurezza
Violentata nel parcheggio confermati 6 anni di condanna
Il trentacinquenne aveva presentato appello chiedendo l’assoluzione «Lo stupro non c’è mai stato e nemmeno la rapina»: ma i giudici non gli credono
Lei aveva raccontato di essere stata trascinata per un braccio da piazza della Vasca fino alla rampa del parcheggio dell’ex Rama, a due passi dalla prefettura. E di essere stata presa per i capelli, sbattuta al muro, spogliata e violentata da un marocchino che aveva appena incontrato insieme a un altro nordafricano che già conosceva. Era andata lei a cercarlo, per acquistare sostanze stupefacenti. In tasca aveva soltanto 14 euro, ma il ragazzo le aveva promesso che le avrebbe dato lo stesso la cocaina. Poi però, era scattata la violenza. Redouane Nour è stato arrestato il 4 febbraio di due anni: la violenza era avvenuta il 26 gennaio e la ragazza era andata a sporgere denuncia subito dopo.
L’uomo, difeso dall’avvocato Massimo Parenti, era stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna a sei anni di carcere oltre alle spese processuali e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Era stato anche condannato al risarcimento del danno alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Giada Manciulli.
La sentenza era stata emessa l’8 febbraio dell’anno scorso e, una volta depositate le motivazioni, l’avvocato parenti ha presentato appello alla Corte d’Appello chiedendo che l’uomo fosse assolto per tutti i capi d’imputazione che gli erano stati contestati: oltre alla violenza sessuale infatti, Redouane Nour era stato accusato di rapina, lesioni personali e violenza privata. Dopo aver abusato della donna, sulla rampa del parcheggio dell’ex Rama, l’uomo le avrebbe anche portato via un pacchetto di sigarette e quei 14 euro che la donna avrebbe utilizzato per acquistare cocaina.
Secondo l’avvocato Parenti, la violenza sessuale non ci sarebbe stata: il giudice infatti, avrebbe preso per buono solo il racconto della ragazza, senza considerare il fatto che fosse tossicodipendente. In più, non avrebbe tenuto conto della testimonianza di un altro nordafricano, considerato inattendibile perché aveva fornito false generalità alle forze dell’ordine e perché era già stato raggiunto da un decreto di espulsione dall’Italia.
La donna era stata all’ospedale dove le era stata diagnosticata un’abrasione sulla testa: lui - aveva spiegato - l’aveva presa per i capelli. Anche sulla presenza del Dna di Nour addosso alla donna l’avvocato ha sollevato dubbi: il rapporto sessuale c’è stato, ma secondo il legale del trentacinquenne era stato consenziente. Dei segni della violenza non ci sarebbe traccia nei referti dell’ospedale.
I giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Firenze però, hanno respinto il ricorso presentato dall’uomo e hanno confermato la condanna a sei anni e al pagamento delle spese processuali oltre al risarcimento della parte civile.—
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