Il Tirreno

Grosseto

civitella paganico 

Una mostra gioiello in tandem con lo scavo

Fiora Bonelli
Una mostra gioiello in tandem con lo scavo

Esposto il patrimonio di Podere Cannicci e Castellaraccio con un filo rosso che lega storia classica e medioevale

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civitella paganico. A Paganico, l’inaugurazione della mostra “Archeologia a Monteverdi – La media Valle dell’Ombrone dal periodo etrusco a quello medievale”, sabato ha celebrato le Giornate Europee del Patrimonio.

La mostra, all’interno del contenitore di eventi “Terre Etrusche festival” e realizzata con il contributo del comune di Civitella Paganico, resterà aperta fino al 10 gennaio 2020. È una mostra-gioiello: così l’ha definita Matteo Miletti, responsabile del patrimonio archeologico per laSoprintendenza che – raccontando tre anni di scavi condotti da Impero Project tra Podere Cannicci e Castellaraccio di Monteverdi – mette in collegamento storia classica e medievale.

Un grande pubblico ha partecipato all’inaugurazione, con gli interventi di Miletti, responsabile del patrimonio archeologico per la Soprintendenza, Alessandra Biondi, sindaca di Civitella Paganico, Luca Giannuzzi Savelli, consigliere comunale di Civitella Paganico con delega alla valorizzazione dei siti archeologici, Alessandro Sebastiani dell’Università di Buffalo, e Michelle Hobart della Cooper Union University di New York, responsabili del progetto.

«La mostra è la sintesi di un lavoro appassionante – commenta Sebastiani dell’Università di Buffalo – e si snoda, con la possibilità del visitatore di agire interattivamente e con reperti e aree di scavo visibili in 3D, nell’arco temporale che corre dagli Etruschi al Medioevo. A Cannicci, infatti, esisteva un santuario etrusco con un villaggio circostante, abbandonato all’inizio del I secolo avanti Cristo a causa di un incendio. A Monteverdi stiamo scavando nello spazio di un castello medievale costruito sui ruderi di un abitato fortificato etrusco». In mostra, oltre a dieci pannelli esplicativi, compaiono reperti di entrambi questi siti che raccontano la vita quotidiana al tempo degli etruschi attraverso oggetti di atelier di queste comunità che lavoravano ferro e bronzo.

E poi ci sono oggetti trovati sopra un tavolino bruciato, un amuleto, una lucerna e piatti fossilizzati. «Per la stagione medievale si è scelto di mettere in mostra monete senesi e pisane di argento e vasi di maiolica. «Questo è un primo nucleo – osserva Sebastiani – ma molto significativo di ciò che diventerà la mostra che aggiorneremo strada facendo. Il progetto di scavo, infatti, durerà ancora per anni anche perché sono stati individuati a Civitella altri siti di grande interesse e valore. In ogni caso abbiamo una pagina Facebook (Impero Project) aggiornatissima».

Nella mostra di Paganico spicca un altro pezzo di pregio, la pianta originale del marchesato di Paganico già donata dalla famiglia Savelli al comune di Civitella Paganico. –

Fiora Bonelli

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