Sicurezza
Ma c’è l’eccezione Se il corteo è attivo disertare l’aula diventa legittimo
Il segretario regionale dei capi d’istituto Mugnai indica la differenza «Se l’adesione è organizzata allora il discorso cambia»
I presidi maremmani non accoglieranno il sollecito del neoministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti – «Giustificate l’assenza degli studenti che protestano per il clima il 27 settembre» – in maniera acritica o remissiva. In altre parole, l’esortazione del capo del dicastero – scritta in una circolare rivolta ai dirigenti scolastici – non sarà presa come un diktat (non lo era, del resto, nelle intenzioni di Fioramonti).
Dopo il caso di Follonica – la preside Anna Rita Borelli dice no al lasciapassare automatico (leggi servizio accanto), Il Tirreno chiede se tutti gli altri allievi non follonichesi che non si presenteranno a scuola venerdì, giorno della manifestazione mondiale contro il cambiamento climatico, evento che chiude la Week For Future iniziata il 20 settembre, dovranno poi essere giustificati o, come vuole il Ministro, potranno varcare senza nulla osta la soglia dell’aula. Dipende. Il discrimen è il tipo di partecipazione. Se è attiva, scatta la copertura giustificativa, se è passiva, invece no: è la filosofia che sottenderà alla decisione dei capi di istituto, come spiega Roberto Mugnai, dirigente del Polo liceale Aldi di Grosseto ma anche segretario regionale del sindacato Dirigenti Scuola.
«Su questo argomento non ci siamo confrontati – risponde Mugnai (quindi ogni preside deciderà in autonomia) – C’è però il precedente dello scorso anno – riprende – quando studenti e comitati studenteschi organizzarono, in occasione dello sciopero mondiale per il clima, una vera e propria giornata di manifestazioni: in quel caso tutti i presidi giustificarono l’assenza; al Polo liceale, per esempio, noi abbiamo considerato quella giornata come giorno di assemblea d’istituto anche se si è svolta fuori dalla scuola». «La situazione di venerdì – specifica Mugnai – mi sembra però diversa. Non mi risulta che ad esempio a Follonica siano state organizzate dagli studenti manifestazioni a cui aderire: se così è, diventa difficile per un preside discernere tra chi non va a scuola per protestare contro il cambiamento climatico e chi si prende un giorno di festa. Se gli studenti propongono momenti “organizzati” di adesione e mostrano una partecipazione attiva, noi siamo disponibili a giustificare l’assenza, altrimenti no – conclude Mugnai – perché altrimenti (ovvero, siete tutti giustificati, ndr) si rischierebbe di dare un messaggio che è l’opposto dello spirito della giornata che chiede un’assunzione di responsabilità». –
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