Il Tirreno

Grosseto

parco di via giotto 

Violati i sigilli della pista da skateboard e del parco sportivo intitolato a Sicignano

Elisabetta Giorgi
Violati i sigilli della pista da skateboard e del parco sportivo intitolato a Sicignano

Le aree sono off limits ma qualcuno ha abbattuto le barriere installate dal Comune. I ragazzi salgono sugli scivoli

3 MINUTI DI LETTURA







Al parco di via Giotto sono stati violati i sigilli alla pista da skateboard che è stata chiusa dall’Ufficio Lavori pubblici del Comune a scopo cautelativo, dopo l’esposto in Procura da parte dei familiari di un ragazzino vittima di un incidente giovedì. Passati tre giorni dalla “schermatura” municipale, qualcuno ha rotto le protezioni e si è fatto strada.

Alle 13 di ieri due amici – un ragazzo e una ragazza – si sono messi a sedere in cima a uno degli scivoli a fumare, incuranti di tutto e - a sentir loro - ignari che l’area fosse off limits. «Non siamo stati noi ad aprire il varco – hanno spiegato cadendo dalle nuvole – E sinceramente non abbiamo fatto caso che l’area fosse chiusa: abbiamo trovato spalancato e siamo entrati». In terra davanti a loro, le barriere smosse e il nastro di protezione bianco-rosso rotto.

Area fitness, reti ko

Qualche decina di metri oltre – sempre al parco di via Giotto – c’è un’altra area transennata dal Comune: sorgerà qui un’area fitness intitolata a Tommaso Sicignano, il giovane grossetano scomparso nel 2017 a 25 anni dopo un tragico incidente nei pressi di Siena. Il Comune ha avviato a fine agosto i lavori al terreno per la pavimentazione in gomma e la realizzazione dei percorsi di accesso, ma gli interventi non sono finiti. L’area è ancora transennata e l’accesso è vietato, gli attrezzi “incappucciati” in vista dell’apertura annunciata dal Comune per ottobre; ma anche qui qualcuno ha abbattuto le transenne. La recinzione, con le barriere e il nastro protettivo, è a terra, tutta sdraiata da mano anonima.

PROBABILE demolizione

Tornando alla pista da skateboard. È stata chiusa venerdì scorso, tra le polemiche. Quando riaprirà? Il Comune sta ancora valutando come intervenire per metterla in sicurezza. «Stiamo cercando di capire – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Megale – se procedere con una messa in sicurezza oppure se far scattare il piano B, con demolizione e costruzione di un altro impianto ex novo. Ci stiamo lavorando».

La pista ha 15 anni e «può darsi che abbia esaurito il suo ciclo vitale», dice Megale. Questione di risorse. L’ente sta vagliando il miglior rapporto costi/benefici, con l’unico obiettivo di mettere a disposizione dell’utenza un impianto sicuro, essendo emerso nel corso dei vari sopralluoghi uno stato di «probabile insicurezza».

A livello di tempi di riapertura, è difficile fare pronostici essendo la riapertura naturalmente subordinata al tipo di intervento da fare (ovvero ristrutturazione o demolizione/ricostruzione, con conseguente appalto a una ditta).

L’obiettivo è fare tutto in tempi rapidi. «Non lasceremo il parco di via Giotto a lungo senza il suo skatepark», dice il delegato puntando a rassicurare le famiglie dei giovani skaters. «Ovviamente però il tutto dev’essere subordinato a primarie esigenze di sicurezza: in prima battuta dev’essere assicurata quella». Poi i tempi saranno quelli tecnici e necessari all’intervento.

area da regolamentare

La pista da skateboard non risulta regolamentata. Nessun cartello è affisso per indicare come la struttura – risalente all’aprile 2005 – sia disciplinata dal Comune e come debba essere utilizzata dai fruitori. Chi poteva utilizzarla finora, e con quali mezzi prima che fosse chiusa? Dopo l’incidente di giovedì al ragazzino in monopattino e la denuncia dei familiari in Procura, l’impianto è stato chiuso subito in attesa di essere sistemato o ricostruito. Una volta fatto l’intervento (qualunque esso sia) stavolta la pista dovrà passare da uno step obbligato: una regolamentazione che ne sancisca una volta per tutte la corretta fruizione pubblica. «In passato – dice l’assessore – c’era un cartello che vietava l’ingresso alle bici, poi è sparito». Quasi certamente estirpato anch’esso dai soliti vandali. La nuova cartellonistica e regolamentazione riporteranno in maniera chiara e trasparente chi e come potrà entrare nell’impianto. «Skateboard, pattini e monopattini possono entrare – dice l’assessore – Non possono farlo persone in bici e a piedi. Prenderemo il coraggio di regolamentare la pista» e affiggere tutto, conclude l’assessore prendendo atto che l’area «va disciplinata». Anche e soprattutto per evitare che l’impianto, nato con le migliori intenzioni 15 anni fa, diventi (o forse resti) un piccolo far west. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore