Il Tirreno

Grosseto

l’attacco del pci 

«5 milioni l’anno di intramoenia, ma mancano medici»

Francesca Gori
«5 milioni l’anno di intramoenia, ma mancano medici»

I comunisti attaccano il sistema sanitario in Toscana: «Con quel che i dirigenti guadagnano dalle visite private si potrebbero  assumere venti dottori» 

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Il sistema di visite “intramoenia”, quelle cioè che vengono fissate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici dell’ospedale a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa, crescono anno dopo anno, mentre il numero dei medici e degli infermieri all’ospedale non sono sufficienti. È la sintesi del documento che il Partito comunista italiano sta presentando in tutta la Toscana per fare il punto sulla sanità e attaccare, così, il presidente della regione Enrico Rossi e l’assessora alla Sanità Stefania Saccardi. E con loro, il Pd. «È una politica scellerata quella che si è venuta a consolidare negli ultimi anni - dice Marco Barzanti, segretario Pci Toscana - dove non si mettono più i bisogni dei cittadini al centro ma solo il profitto di quella che è un’azienda a tutti gli effetti». Il settore dell’intramoenia è stato passato ai raggi X dal partito. Nell’area vasta Sud Est, soltanto i primi dieci medici che svolgono attività di questo tipo, guadagnano in un anno soltanto con questo tipo di prestazioni un milione 275mila 764, 81 euro. «In totale - dice Luciano Fedeli, responsabile delle politiche della salute del Pci Toscana - ogni anno dalle tasche dei cittadini, solo nell’area vasta Sud est, escono più di 5 milioni di euro per visite che dovrebbero essere garantite dalla sanità pubblica. Con quei soldi si potrebbero assumere almeno venti nuovi medici e snellire così le liste di attesa. Ma temiamo che ci sia proprio la volontà di non ridurle». In questo modo, secondo gli esponenti del partito, i pazienti per avere diagnosi in tempi utili, sono costretti a prendere l’appuntamento in intramoenia pagando la visita e non soltanto il ticket.

«Abbiamo provato anche noi a chiamare il Cup per prendere l’appuntamento per una visita specialistica - spiegano i due esponenti del Pci - Per avere un appuntamento con uno specialista però, oltre a non poterlo scegliere, ci saremmo dovuti spostare dall’altra parte della provincia e aspettare mesi. Pagando invece, l’appuntamento con il medico da noi scelto, ci sarebbe stato dato dopo pochi giorni. Questo per noi vuol dire privatizzare la sanità». C’è la libera professione, che viene contestata dal Pci, ma c’è anche il mancato decollo della case della salute in provincia. «Ne è stata aperta soltanto una a Follonica - dice Fedeli - ma c’è solo la targa sull’edificio, non viene svolto alcun servizio». Anche sullo smantellamento dei servizi negli ospedali periferici, il Pci continua a martellare: «La notte e durante il fine settimana le prestazioni diagnostiche vengono garantite solo al Misericordia - dice Fedeli - La scorsa settimana un uomo che perdeva sangue dal naso per un capillare rotto, da Massa Marittima è stato portato a Grosseto con l’ambulanza. Tutto questo è assurdo». —

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