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Boccini si candida alla segreteria del Pd «Per unire il partito»

Gabriele Baldanzi
Boccini si candida alla segreteria del Pd «Per unire il partito»

Espressione della linea Zingaretti, sarà avversario di Termine Al centro della sua proposta la coesione, i circoli e gli iscritti

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Dopo la raccolta delle firme e l’ufficializzazione della candidatura a segretario territoriale del Pd del renziano Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo, da ieri si conosce anche il nome del suo avversario, espressione della mozione Zingaretti. Si tratta dell’avvocato Claudio Boccini, in rappresentanza di iscritti e simpatizzanti che a marzo sostennero, a grande maggioranza, la candidatura di Nicola Zingaretti. Boccini, 53 anni, entrato in politica tre anni fa, vanta una notevole esperienza in campo civilistico e amministrativo, avendo rivestito per tre mandati la carica di presidente della Camera civile di Grosseto.

Quali differenze ci sono tra lei e l’altro candidato?

«Io mi candido per garantire una forte rigenerazione del Pd e segnare una discontinuità con il passato. Dopo le varie sconfitte elettorali, anche a Grosseto vorremmo riproporre un partito popolare, finalmente unito, in un momento di grande significato politico» .

Lei era favorevole a un governo con il M5s?

«Sì. Il nuovo governo è una grande occasione, anche di prospettiva. È nato per affrontare una pesante eredità e risolvere i problemi endemici dell’Italia: scarse opportunità di lavoro, forte pressione fiscale, senso di insicurezza, disuguaglianze sociali».

L’uscita di Matteo Renzi l’ha sorpresa?

«No, se ne parlava da tempo. Non condivido, però, le ragioni politiche che hanno ispirato questa scelta, se non altro perché il Pd è un partito che mantiene ancora validi e vivi gli elementi costitutivi che spinsero diversi orientamenti culturali e politici a unirsi e fondarlo. Oggi, a mio avviso, vanno rinsaldate le antiche scelte con le nuove istanze sociali e ambientali. Per me il Pd è ancora il futuro di questo paese» .

La prima cosa che farà se dovesse diventare segretario qual è?

«Rafforzare le nostre forme organizzative. Veniamo da anni difficili dove le sconfitte elettorali non sono state mitigate da alcuni risultati positivi ottenuti alle recenti amministrative. Abbiamo assistito a un’erosione progressiva dell’immagine del partito, della sua proposta programmatica, della sua forza organizzativa e, lo dico senza paura, del valore dei gruppi dirigenti. Oggi è necessario immaginare una forte discontinuità nei metodi e nei contenuti. Per esempio vorrei riavvicinare i sindacati e il mondo dell’associazionismo».

Le regionali 2021 saranno il primo banco di prova del nuovo segretario.

«Dovremmo essere capaci di rappresentare un’alternativa credibile al centrodestra nel territorio regionale e in quello grossetano. A me pare evidente la loro incapacità di uscire dal quotidiano per programmare e delineare un futuro di lungo periodo».

Ma c’è la possibilità che uno dei due contendenti – lei o Termine – possa fare un passo indietro?

«Io mi propongo come segretario di tutto il partito, con spirito unitario, per creare una comunità politica coesa, aperta al contributo di coloro che guidano il partito nei territori o rivestono responsabilità amministrative. Sono talmente convinto di tale necessità che, qualora eletto, mi recherei periodicamente nei territori per visitare i circoli e ascoltare le necessità degli iscritti e dei rappresentanti del partito» . —

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