Tirrenica, in zona sud «concessione legittima»
Dopo la sentenza Ue si riaffaccia l’ipotesi autostrada con Sat in pista. La Lega: «C’è bisogno di intervenire il prima possibile»
La Sat torna in pista per la realizzazione della Tirrenica. Potrebbe essere arrivata due giorni fa – il condizionale è d’obbligo – la svolta per la realizzazione del Corridoio Tirrenico da Cecina a Civitavecchia.
A decretare il cambio di passo potrebbe essere stata la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha dichiarato illegittima la proroga di 18 anni (dal 2028 al 2046) della concessione a Sat per i lavori dell’A12 avvenuta nel 2009. L’illegittimità riguarda però solo la parte a nord del tracciato e non quella a sud su cui la Ue non si pronuncia. Secondo la Commissione sembra che la parte di tracciato a sud di Cecina non fosse interessata dalla scadenza del 2028 e dal rinnovo della concessione avvenuto nel 2009. Questo farebbe pensare a una sentenza divisa in due parti con un giudizio di illegittimità che non si applica a tutto il tracciato ma solo a quella parte che è stata realizzata. Le istituzioni sono comunque caute, in attesa di leggere la sentenza.
A commentare il tutto, seppure condizionati dalla scarsità di notizie certe, sono stati gli esponenti della Lega, il parlamentare Mario Lolini e il segretario provinciale Andrea Ulmi. «Il Corridoio Tirrenico deve essere fatto, il Governo decida da chi e come ma si intervenga. Dopo gli annunci del Governo Gentiloni secondo cui il tratto a sud di Grosseto fino ad Ansedonia sarebbe stato finanziato da Anas – dice il parlamentare del Carroccio – nei 14 mesi di Governo gialloverde ci siamo resi conto che in realtà queste risorse non erano state stanziate. Sembra, dopo la sentenza della Corte di Giustizia, che resti in vigore la concessione sul tratto da realizzare da Cecina a Civitavecchia e per questo intenderebbe andare avanti con l’opera, di fatto mettendo fine a quanto annunciato dal Governo Gentiloni e da Anas di un ritorno di questa infrastruttura in capo all’azienda pubblica. Un progetto che vedeva la realizzazione, a sud di Grosseto, di una strada di grande comunicazione a quattro corsie con 90 km all’ora. Un equilibrio che aveva trovato il consenso bipartisan di tutte le componenti politiche e produttive grossetane. Oggi questa sentenza rimette tutto in discussione e Sat pare che torni a parlare di Autostrada».
Qui dunque le perplessità, ma soprattutto le richieste di Lolini. «Se Sat tornerà a essere centrale nella realizzazione dell’opera – conclude – dobbiamo metterci tutti seduti attorno a un tavolino e ragionare sul progetto e, soprattutto, sulle richieste che questo territorio deve portare avanti. A partire dalla gratuità per i residenti e per le aziende sul tratto provinciale di Grosseto già realizzato e sul tratto di strada a nord del capoluogo già pagato con soldi pubblici nel passato e su cui l’autostrada dovrà passare. Soprattutto però ci vuole una decisione forte: l’Aurelia a sud di Grosseto così come è non può rimanere e dunque, che sia un’autostrada o una strada di grande comunicazione c’è la necessità di intervenire».
«Un intervento determinante per la provincia di Grosseto – sostiene Ulmi – su cui non si può perdere ulteriore tempo». —
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