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Scomparso da sei giorni: tanti interrogativi aperti

Francesca Ferri
Il palazzo di via Grecia dove conducono le tracce di Enrico Prosperi (nel box) fiutate dai cani molecolari (foto Agenzia Bf)
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Il palazzo di via Grecia dove conducono le tracce di Enrico Prosperi (nel box) fiutate dai cani molecolari (foto Agenzia Bf)

Cresce l’angoscia per Enrico Prosperi. Le tracce conducono a un palazzo ma non è detto siano recenti

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GROSSETO. Sparire nel nulla in una piccola città come Grosseto. Qualche avvistamento nelle prime 48 ore, poi niente. Sono sei giorni che Enrico Prosperi, 52 anni, manca da casa. La mattina di sabato 14 settembre ha lasciato cellulare e borsello sull’autobus che lo ha portato in via Inghilterra, quartiere Pace. Da lì, qualche segnalazione l’indomani e lunedì, sempre nel quartiere e nella zona dell’ospedale, dove – paziente psichiatrico – Enrico potrebbe aver voluto raggiungere il reparto dove è in cura. Poi è svanito come un’ombra.

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I cani molecolari

Le sue tracce sono state fiutate lunedì sera da due cani molecolari impiegati dai volontari Gucs di Arezzo, chiamati dall’associazione Csen che si era offerta di dare una mano nelle ricerche. Un cane, in particolare, ha condotto gli operatori fino al condominio di via Grecia 12, strada perpendicolare a via Inghilterra proprio all’altezza della fermata. Qui il cane ha segnalato il passaggio dell’uomo fino al secondo piano davanti alla porta di una casa famiglia dell’Asl autogestita (cioè senza operatore fisso). Enrico è stato qui? Conosceva gli ospiti? Gli è stato offerto dove dormire e mangiare in questi giorni? La prefettura, contattata dal Tirreno, spiega che la responsabile della casa famiglia ha riferito che Enrico non era nell’appartamento quando in cui l’unità cinofila ha fatto il controllo, né ci sarebbe stato in questi giorni. Gli ospiti risultano collaborativi e hanno ricevuto l’indicazione di avvertire subito se Enrico si fa vivo.

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La famiglia, che lo cerca disperatamente, riferisce che – secondo quanto appreso dai volontari che hanno condotto i cani – non è detto che le tracce fiutate dai cani siano di questi giorni. È possibile che l’uomo, che vive vicino alla stazione, a 3 chilometri di distanza, sia stato in via Grecia anche settimane o mesi fa. Il fiuto dei cani è così sensibile che individua l’odore degli scomparsi a distanza di molto tempo.

Gli avvistamenti

Di certo, però, i cani sono andati sicuri in via Grecia 12 dalla fermata del bus. E, se non è chiaro quando Enrico abbia raggiunto il palazzo, di certo è sicuro che a quella fermata sia sceso sabato mattina. L’autista del pullman se lo ricorda bene, come ha spiegato due giorni fa al Tirreno la sorella di Enrico, Mara Prosperi.

Il tragitto

Ieri Il Tirreno è stato nel quartiere Pace, ha ripercorso il tragitto fino al civico 12. Dei condomini incontrati, nessuno ricorda di averlo visto. Al campanello della casa famiglia nessuno ha risposto. Un vicino ha spiegato che non c’è nessuno dentro. E, alla domanda se abbia mai visto Enrico qui o nei paraggi, ha risposto di no. Un altro condomino ha raccontato di aver visto una persona che gli somigliava martedì verso le 10 in via Grecia. «Ho provato a salutarlo, ma si è voltato ed è andato via – dice–. Ho chiamato la polizia che è arrivata subito. Per me era lui, ma non posso dirlo con certezza». Ieri mattina la polizia è tornata con due pattuglie. Ancora però di Enrico nessuna novità.

Il sosia

C’è poi un’ulteriore complicazione. Nel quartiere c’è un uomo che somiglia a Enrico. E non è da escludere che alcune segnalazioni siano riferibili a lui. Un particolare che può aiutare a riconoscere Enrico è il collare ortopedico che porta in questi giorni. —
 

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