Sicurezza
La Pieve, ovvero una storia antica e nobile
La fattoria di Stribugliano venne fondata nel IX secolo dai monaci Benedettini, poi fu il blasone di una famiglia aristocratica
arcidosso. L’Azienda La Pieve a Stribugliano, sulle pendici dell’Amiata è la nuova puntata del racconto del Tirreno e del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, dedicato alle eccellenze vitivinicole del territorio. Il nome è legato all’antica storia di questa fattoria, “Plebis S. Johannes de Ballatorio”, come venne chiamata dai monaci Benedettini che la fondarono nell’IX secolo e l’abitarono per 200 anni, prima di cederla a una famiglia nobile. Dal 1956, è di proprietà della famiglia Petri che ne ha valorizzato la vocazione all’ospitalità e all’agricoltura. All’inizio, l’attività era in prevalenza dedicata agli olivi, olivi Frantoiano e Leccino, che producono 1.000-1.500 quintali di olio biologico Igp Toscano all’anno – successivamente anche ai vigneti, 21 ettari dei 250 complessivi, coltivati a Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, Syrah Vermentino, Verdicchio e Sauvignon Blanc, per una produzione annua di 90 mila bottiglie. Oggi, Luca Petri, l’amministratore, e il padre Loreno Petri gestiscono un’azienda che è un modello di accoglienza, sostenibilità ambientale (è certificata biologica dal 2000) e risparmio energetico, che ha spinto sul fotovoltaico e sulle rinnovabili fin dal 2010, come ulteriore investimento. Da circa 9 anni, inoltre, un ramo è stato dedicato alla trasformazione e alla logistica, con la realizzazione di un frantoio e di una cantina nell’area artigianale di Arcille.
La tenuta è socia del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, nato nel 2014 per promuovere la qualità dei suoi vini, garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, tutelare il marchio. Opera in tutta la provincia di Grosseto e ne fanno parte 313 aziende, per una produzione totale annua di circa 6 milioni di bottiglie. Dal 2018 il Consorzio è guidato da Francesco Mazzei. —
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