Lutto
Rincari in vista per la benzina In rialzo i prezzi all’ingrosso
È l’effetto dell’attacco terroristico a due maximpianti petroliferi in Arabia Saudita Gli acquirenti pagano già 5 cent in più ma l’esperto rassicura: il mercato si sgonfia
Automobilisti, occhio al portafoglio quando andate a fare il pieno di Verde o di gasolio: sul fronte dei carburanti la città capoluogo della Maremma è un’isola felice – grazie all’effetto calmierante assicurato dai due distributori dei giganti del carrello, Conad e Coop – ma nei prossimi giorni i prezzi potrebbe aumentare. Colpa dell’attacco terroristico di sabato 14 settembre da parte di ribelli filo-iraniani a due impianti petroliferi in Arabia Saudita. Dal Mar Rosso alla costa sud della Toscana: ebbene sì, sul mercato dei carburanti vale il cosiddetto effetto farfalla, per cui il battito d’ali di una Vanessa in Australia può provocare un uragano dalla parte opposta del mondo.
L’evento inaspettato
È il 14 settembre quando i guerriglieri yemeniti Houti, alleati dell’Iran, mettono nel mirino gli impianti petroliferi di Abqaiq e Kharais in Arabia Saudita; impiegando droni aerei, colpiscono «il secondo giacimento del Paese, Khurais, capace di produrre 1 milione e mezzo di barili al giorno – dettaglia Il Sole 24 ore nell’edizione del 15 settembre – e il maximpianto di Abqaiq, il più grande del mondo, in cui gran parte del greggio saudita viene pre-trattato prima dell’esportazione». Gli effetti vengono calcolati da lì a breve: la produzione di Riad è dimezzata e per un periodo di tempo non determinabile il mondo dovrà andare avanti con circa 6 milioni di barili al giorno di greggio in meno, anche se la compagnia petrolifera saudita Aramco non starà con le mani in mano.
I timori
Non c’è dubbio che si tratti di un attacco terroristico senza precedenti contro le forniture mondiali di oro nero. C’è chi addirittura intravede lo spettro del ’73, l’anno della crisi petrolifera scatenata dall’embargo decretato dall’Opec in seguito alla guerra arabo-israeliana, e che ebbe significativi riverberi anche in Italia: in molti ricorderanno le domeniche a piedi. E i catastrofisti intanto parlano di rincari pesanti del prezzo dei carburanti che addirittura potrebbero schizzare in alto del 10%.
Il parere dell’esperto
Resta da chiedersi se questi timori siano fondati. Innanzitutto le questioni sono due. Da un lato c’è un problema di produzione: sono stati colpiti un grosso giacimento e un grosso impianto. Dall’altro ci sono i mercati finanziari: in casi come questi spesso si verifica una corsa all’acquisto di un prodotto che potrebbe da lì a breve scarseggiare: è tale comportamento che fa gonfiare il prezzo di acquisto per i grandi compratori che possono decidere di riversare gli incrementi sul cliente finale (l’automobilista). «Se si verifica una progressione degli aumenti delle quotazioni internazionali – nota Roberto Degl’Innocenti, esperto del settore petrolifero e collaboratore di Quotidiano Energia – è inevitabile che cresca anche il prezzo finale. Al momento, però, mi pare che la reazione dei mercati sia stata non emotiva ma piuttosto da “sangue freddo”, e che dopo il “fuoco” iniziale i mercati tendano a sgonfiarsi. Se ci dovessero essere incrementi, possono essere stimati nell’ordine di 2-3 centesimi a litro». «Agli imprenditori – conclude Degl’Innocenti – in momenti come questi suggerirei di dare un senso di sicurezza ai propri clienti».
alla pompa
Ed è ciò che farà, per esempio, Conad Grosseto, per il suo distributore di via Bulgaria. «Conterremo i nostri margini di guadagno – assicura Paolo Degli Innocenti, presidente di Clodia, la società proprietaria dei tre supermercati grossetani a marchio Conad – per non scaricare sui nostri clienti l’impennata dei prezzi». Perché in effetti Conad il balzo in su l’ha già avvertito, eccome: sull’acquisto della materia prima per la fornitura comprata ieri e in consegna oggi (il costo al barile del Brent è del resto passato da circa 60 dollari di venerdì a più di 65 dollari di lunedì). «Noi abbiamo registrato – dettaglia Degli Innocenti – un aumento di 4,5 centesimi al litro per la benzina e di 4,8 centesimi al litro per il gasolio tra quanto pagato ieri (lunedì, per chi legge) e quanto pagato oggi (ieri) per la fornitura in consegna domani (oggi). Incrementi di questa portata – aggiunge – non c’erano mai stati da quando abbiamo aperto il distributore di via Bulgaria, ma i clienti possono stare tranquilli: continueremo con la filosofia di sempre». —
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