La manifestazione
Da Shanghai a Grosseto per un posto al Rosmini
GROSSETO. Tra i tanti precari in cerca di un posto ce n’è una che arriva dalla Cina, si chiama Jing Li: è nata a Shanghai nel 1971. Ex docente e ricercatrice universitaria, vive a Grosseto e cerca un posto da supplente. È in aula magna ad aspettare la chiamata: sono le 11.
Dalla Cina a Grosseto: anche lei qua cerca un posto da supplente?
«Sì, sono arrivata in Italia nel 1998. Prima ho fatto ricerca e conseguito il dottorato all’università di Roma, a Torvergata. Poi sono tornata in Cina dove ho insegnato giurisprudenza per 8 anni, all’Università di Shanghai».
E poi?
«Poi di nuovo in Italia: mio marito è italiano, fa l’avvocato, è di Roma. Nel 2012 ho insegnato lingua cinese alla Sapienza di Roma, ero precaria. Dopo un anno ho vinto un concorso: l’università per stranieri di Siena mi ha assunto come docente. Dopo varie esperienze di insegnamento universitarie in giro tra Cina e Italia ho rinunciato alle cattedra universitarie e per motivi personali sono arrivata a Grosseto. Viviamo qua con mio marito».
Anche lei è precaria e cerca supplenze nelle superiori.
«Sì, dal 2016/2017 insegno al Rosmini: questo è il mio terzo anno di supplenze. Un’altra sfida per me».
Quanti studenti vogliono imparare il cinese a Grosseto?
«Quest’anno sono 130, sono tantissimi. La materia sta avendo successo; prova ne è il recente accordo tra il liceo linguistico Antonio Rosmini di Grosseto e l’istituto Confucio di Pisa, con l’apertura di una classe Confucio al Rosmini». — El. G.
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