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Avvistato in via Inghilterra: Enrico è vivo. Nella notte ricerche con il cane molecolare

Francesca Ferri
Avvistato in via Inghilterra: Enrico è vivo. Nella notte ricerche con il cane molecolare

È scomparso da sabato, la sorella: «Chi lo trova chiami il 112 e lo tenga sott’occhio». Indossa un collare ortopedico

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GROSSETO. Non è stato ancora ritrovato ma, almeno, è stato visto in giro e all’apparenza in salute. E mentre il giornale andava in stampa, nella notte si è iniziato a cercarlo anche con un cane molecolare, un cane specializzato nel ritrovamento dei dispersi a partire dall’odore che questi ultimi lasciano in giro.

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L’angoscia per la scomparsa di Enrico Prosperi, grossetano di 52 anni, che da sabato non fa ritorno a casa, si stempera nel conforto che l’uomo sia vivo. Ieri mattina è stato visto nella zona dell’ospedale e di via Inghilterra. La stessa zona dove era sceso dall’autobus sabato mattina prima di scomparire nel nulla.

Enrico è una figura familiare a Grosseto. Ha problemi psichiatrici che non gli impediscono tuttavia di andarsene in giro con il cane, soprattutto tra la stazione, dove abita con la badante, il centro e le Mura, dove ama portare il fido amico a quattro zampe. A chi vede intento a fumare chiede una sigaretta anche per sé. È benvoluto, a volte ha dei modi spicci, ma certo non ha mai dato fastidio. Alla notizia della sua scomparsa c’è stata una mobilitazione spontanea dei grossetani. E ieri mattina la prefettura ha aperto un tavolo tecnico interforze per coordinare le ricerche.

Il Tirreno ha raggiunto ieri la sorella, Mara Prosperi, che per prima, su Facebook, aveva lanciato l’allarme e chiesto aiuto per ritrovarlo.

Mara, che notizie avete di Enrico?

«Stamani (ieri mattina per chi legge) è stato avvistato in zona via Inghilterra all’altezza dell’edicola. Hanno chiamato il 112 e anche io e mio marito siamo andati ma, il tempo di arrivare, ed era già scomparso di nuovo».

Chi lo dovesse vedere come si deve comportare?

«Enrico non è assolutamente una persona violenta, anzi. È molto cordiale con le persone. Chi lo vede lo può avvicinare senza timore, chiamare il 112 o il 118 e avere l’accortezza di tenerlo sott’occhio finché non arriva la pattuglia. Adora i cani e questo potrebbe esser d’aiuto per avvicinarlo».

Ha dei segni particolari che permettono di riconoscerlo?

«In questi giorni sta portando il collare ortopedico e ce lo aveva anche quando è stato visto in via Inghilterra. Lo ha messo perché è caduto per riprendere il cane sulle Mura. In giro ci sono persone che gli assomigliano, ma questo potrebbe essere un particolare che può aiutare».

Si era mai allontanato prima? E perché lo avrebbe fatto?

«No, non era mai successo prima che si allontanasse. Succede spesso che lasci le chiavi dentro in casa e poi venga da noi, che abitiamo vicino, a chiederci il mazzo di riserva per entrare. Forse è successo anche questa volta ma può darsi che abbia deciso di non venire a prendere le chiavi di scorta. Si era risentito perché io e la mia famiglia eravamo andati in vacanza qualche giorno e lui era rimasto con i fratelli. Sono reazioni che non devono sorprendere in una persona che ha problemi psichiatrici».

Perché, secondo lei, si troverebbe in quella zona?

«Non lo sappiamo. Sappiamo che ha cercato di andare in Psichiatria, dove viene seguito da anni, perché potrebbe sentire bisogno di aiuto. Perciò manterrebbe in questa zona. Pensiamo che abbia dormito da qualche parte all’ospedale, che conosce bene. Sabato era stato lì. Qualcuno gli aveva tenuta aperta la porta per farlo entrare. Però se n’era andato».

Che cosa ha con sé? E, per dare un’indicazione in più per rintracciarlo, ha con sé il cagnolino?

«No, non ha il cane. Non ha niente con sé, neppure il telefono. Sabato alle 9,30 è sceso dal pullman e ha lasciato a bordo il cellulare, un borsellino con la carta identità e un termometro. Abbiamo parlato con l’autista».

Come si stanno muovendo le ricerche?

«Lo cercano le forze dell’ordine e si sono creati anche gruppi spontanei di venti persone per cercarlo. Anche l’aiuto che ci viene dato dalla stampa è importante. E ogni segnalazione è preziosa».

Ieri sera l’unità cinofila (cane e conduttrice) è arrivata da Arezzo intorno alle 20. Il cane è stato portato a casa di Enrico per annusarne gli indumenti e memorizzarne l’odore. Le ricerche si sono poi spostate in via Inghilterra, con il supporto della Municipale. E la speranza di tutti è che diano buon esito. —


 

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