Sicurezza
Addio a Tonino Pizzatti, voce storica dei Minatori
Ultimo esponente dell’originario Coro balducciano, aveva 92 anni Da tempo non cantava più ma seguiva i giovani colleghi
SANTA FIORA. Addio Tonino. La comunità di Santa Fiora dà l’estremo saluto a Tonino Pizzatti, voce storica del Coro dei minatori di Santa Fiora, ultimo esponente del primitivo nucleo del coro, quello nato da un’intuizione di padre Ernesto Balducci nel 1977, che proprio in quell’anno ne tenne a battesimo il debutto a Radio Uno. Un coro che negli anni Duemila ha calcato i teatri di tutta Italia con Antonio Pascuzzo prima e Simone Cristicchi poi. Pizzatti è scomparso domenica 15 settembre all’età di 92 anni.
Negli anni Duemila Tonino, conosciuto da tutti come “Gigi di Fetta”, che era il soprannome del padre Domenico, nel coro non ci cantava già più, ma quando poteva seguiva i cantori di Santa Fiora e non li aveva mai dimenticati.
Gigi di Fetta era la “voce” per eccellenza del coro antico, come rammenta Ennio Sensi, storico e ricercatore nell’ambito delle tradizioni popolari, componente del gruppo attuale santafiorese.
«Figura unica e insostituibile nel vissuto sociale e della cultura popolare del nostro paese. Ci mancherai – dice Sensi rivolgendosi a Gigi per l’ultima volta – ma quanti aneddoti, quanti canti di vita e di festa, quante narrazioni storiche e leggendarie ti dobbiamo ed hai lasciato ancora vive in noi. Un’eredità preziosa, nonostante che la mala sorte ci avesse già tolto in età ancora giovane tuo figlio Dino, nostro coetaneo e amico, prodigo come te di tanta e vera cultura popolare santafiorese, di cui non potremo più beneficiare. Ora ci sentiamo più poveri, ma non ti dimenticheremo e cercheremo di essere sempre più fedeli al legame profondo che avevi per tutta la tua e nostra comunità».
Tonino Pizzatti aveva avuto una vita piena di sofferenza, con la perdita della moglie ancora molto giovane e la morte di due figli, un maschio e una femmina. «Eppure aveva saputo reagire – aggiunge Sensi – e aveva sfidato, nonostante tutto, la vita con ironia ed entusiasmo e con quel suo fare generoso e a volte istrionico che ne avevano fatto un protagonista assoluto nel Coro dei minatori».
Gigi di Fetta lo conoscevano tutti a Santa Fiora per il suo forte legame con la sua terra e la comunità. Allevatore e commerciante, conosceva profondamente il territorio e le sue tradizioni e con la gente aveva contatti quotidiani anche perché spesso si fermava nella macelleria della piazza di Santa Fiora condotta dal figlio Dino e qui incontrava le persone e consolidava i rapporti. «La sua voce solista – prosegue Sensi – a tratti istrionica e canzonatoria, era l’espressione più autentica e sincera dell’identità santafiorese del coro della vecchia guardia».
Il rito funebre è stato martedì 17 settembre alle 16 nella Pieve delle Sante Flora e Lucilla, presente anche il Coro dei Minatori. Gigi di Fetta è stato tumulato nel cimitero di Santa Fiora. —
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