Il Tirreno

Grosseto

gavorrano 

Crollo al Grilli: il proprietario non poteva ristrutturare

Giulia Sili
Crollo al Grilli: il proprietario non poteva ristrutturare

L’immobile che si trova accanto alla farmacia non poteva essere recuperato perché  segnalato come edificio storico Ora il regolamento cambierà

2 MINUTI DI LETTURA





caldana. I primi segnali di cedimento erano arrivati a gennaio 2018 e venerdì è accaduto ciò che in molti si aspettavano da tempo: il rudere del Grilli, quello di fianco alla farmacia Bartolozzi è crollato. In molti hanno sentito il boato e sono corsi a vedere cosa stesse succedendo nella piccola frazione.

Nessun ferito fortunatamente perché la zona era transennata e segnalata come pericolosa da tempo ma tanta paura e anche molta polvere che si è depositata sulle auto ed è entrata nelle abitazioni vicine.

Il proprietario dell’immobile, il farmacista Andrea Bartolozzi Bernardini, si era rivolto anche al consiglio di Stato per risolvere la complicata questione ma ormai il peggio è accaduto e non resta che ripulire la zona dalle macerie.

Da tempo il proprietario avrebbe voluto ristrutturare l’edificio per ampliare la sua attiva al Grilli ma l’idea si era scontrata con il regolamento urbanistico del Comune di Gavorrano. L’edificio, oggi in macerie, è presente nella cartografia storica del 1943 e secondo il regolamento urbanistico del Comune di Gavorrano ci sono molte limitazioni sugli interventi che si possono fare su di esso.

Bernardini avrebbe voluto ingrandire l’attività così da poter offrire anche altri servizi ai suoi clienti: «Mi sarebbe piaciuto mettere a posto la struttura per realizzare un ambulatorio di fisioterapia e ingrandirmi con i tanti servizi che oggi una farmacia può offrire ma non ho mai potuto farlo a causa della classificazione» aveva spiegato in passato. Le idee del farmacista si sono però sempre scontrate con la classificazione di “edificio storico” assegnata al rudere. Il crollo di gennaio aveva anche comportato la chiusura del parcheggio ad uso esclusivo dei clienti della farmacia: l’ordinanza di messa in sicurezza prevedeva infatti che fossero apposte delle transenne intorno all’edifico pericolante.

Nell’ordinanza del Comune di Gavorrano era specificato inoltre che i proprietari dell’immobile avrebbero dovuto eseguire le opere di messa in sicurezza. L’edificio era quindi segnalato come pericolante e transennato quando venerdì sera è avvenuto il crollo. Un episodio che non stupisce proprio per le condizioni precarie della struttura: «Dispiace perché il consiglio di Stato si esprimerà quando l’edificio è ormai crollato – commenta Bernardini – È veramente una vergogna continuare a definire storico quell’edificio senza avermi dato la possibilità di buttarlo giù e ampliare la mia farmacia». La speranza è che presto il farmacista possa mettere mano sulla sua proprietà: «Nei nuovi regolamenti urbanistici in elaborazione – dice il sindaco Andrea Biondi – sarà previsto per il proprietario dell’area la possibilità di intervenire, correggendo un errore che si è trascinato per troppo tempo, ovvero considerare storico un edificio che sicuramente non ha nulla di storico». — Giulia Sili

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa