Italia
Lo scippatore seriale deve restare in cella Gli sono stati contestati dieci episodi
Il primo furto con destrezza risale al 18 agosto. In un paio di casi aveva anche fatto ritrovare le borse strappate
Otto scippi; altri due episodi qualificati dal punto di vista giuridico (a causa delle lesioni riportate dalle vittime) come una rapina tentata e una riuscita. Sono dieci i colpi dei quali è chiamato a rispondere Yari Milani, 32 anni, grossetano, arrestato martedì dopo gli ultimi due episodi, avvenuti quella stessa serata. E per tutto questo complesso, l’uomo, difeso dall’avvocato Antonio Senatore, deve rimanere in carcere.
sempre in bici
Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Giovanni Muscogiuri, che ha accolto la richiesta della Procura anche per l’applicazione della custodia in carcere in relazione agli episodi precedenti. Il primo dei quali risaliva al 18 agosto. Tutte donne le vittime. E ogni volta lo scippatore agiva in sella a una bicicletta. Di primo mattino, al pomeriggio, a sera inoltrata. E comunque a Milani gli investigatori erano già arrivati in occasione di episodi precedenti: aveva anche fatto ritrovare la refurtiva, accompagnando i carabinieri e la polizia.
telecamere
Primo episodio il 18 agosto, ore 23. Piazza Volturno, una donna è seduta al tavolo di un bar, alle sue spalle arriva un uomo in bici che le prende la borsa appesa allo schienale. La donna dà l’allarme, poi riconosce Milani nelle foto mostratele in Questura. Il 19, ancora in centro, ore 15. Una donna che cammina per strada si vede strappare la borsa dalle mani: è un uomo in bici. La vittima lo riconosce in Questura. Il 20 agosto, ore 16: una donna in bici tiene nel cestello la borsa. Un uomo, anche lui in bici, le porta via la borsa. La polizia giudiziaria sospetta di Milani, lo porta in ufficio, lui viene riconosciuto, confessa e dà indicazioni per far ritrovare la refurtiva. Altra donna in bici nel mirino il 23 agosto, ore 7.30: anche lei derubata (teneva la borsa sul manubrio) da un uomo in bicicletta. In Questura, lo riconosce come Milani. Il 25 agosto, in una piazza, due donne su una panchina. L’uomo in bici strappa la borsa a una delle due, nonostante la resistenza opposta. Non lo vede in volto ma lei e l’amica lo riconoscono in Questura. E contro Milani ci sono le riprese delle telecamere della Prefettura di quei minuti.
Tre colpi in un giorno
Non è finita, ma c’è qualche giorno di pausa. L’8 settembre ci sono tre episodi. Uno alle 16: una donna passeggia con un’amica, arriva un uomo in bici e le strappa la borsa tenuta al braccio destro. Milani viene riconosciuto dalla vittima e contro di lui ci sono di nuovo immagini di videosorveglianza, particolarmente nitide. Alle 18.45 la vittima è una donna di 75 anni, seduta su una panchina con il marito, la borsa in grembo. Sia la vittima, sia il marito, sia un testimone riconoscono poi Milani. Alle 19.10 la vittima è una donna di 84 anni, anche lei su una panchina, con il marito. Idem per il riconoscimento, in Questura. Non basta: un ispettore di polizia libero dal servizio, avvertito da una testimone, verso le 20 va a casa di Milani, sospettandone il coinvolgimento. Poco dopo il giovane uomo arriva, in bici, e viene notato dal poliziotto mentre getta nel cassonetto una borsa bianca: risulterà una di quelle degli scippi, dentro c’è tutto meno il denaro. Milani ammette gli ultimi colpi, perquisito gli vengono trovati denaro, nonché un paio di orecchini e una cavigliera di proprietà della prima delle tre donne scippate e che l’uomo consente di recuperare.
Due anziane ferite
E poi si arriva ai due episodi di questa settimana, entrambi del giorno 11, entrambi con lesioni per le vittime, una donna di 74 anni, una di 80 anni. Il primo è un tentativo di rapina, il secondo un colpo messo a segno fino in fondo. Ore 19, via Damiano Chiesa: una donna passeggia col marito, arriva un uomo in bici, riesce a resistere allo scippo ma cade in terra e si fa male (7 giorni di guarigione). Poco dopo, in via Podgora, un giovane in bici sul marciapiede prende di mira una ottantenne e le strappa la borsa dal braccio: l’anziana cade a terra e batte la testa (trauma cranico, 15 giorni). Alle 19.45 la squadra mobile, appostata sotto casa, vede arrivare Milani, che ammette gli scippi e conduce gli agenti all’aiuola dove ha abbandonato poco prima la borsa, dopo aver preso i 35 euro contenuti. Un testimone riconosce Milani anche a causa dei tatuaggi. Decisivi anche la bici di color rosa in suo possesso (la medesima dei colpi) e il ritrovamento di una maglietta arancione indossata al momento dei fatti. Scatta l’arresto. —
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