Il Tirreno

Grosseto

il nuovo regolamento 

Museo archeologico e biblioteca Chelliana: la gestione ora è unica

Enrico Pizzi
Museo archeologico e biblioteca Chelliana: la gestione ora è unica

A guidare l’accorpamento sarà Anna Bonelli  Insorge l’opposizione: «Sottrazione di poteri al direttore»

2 MINUTI DI LETTURA







Per la giunta e la maggioranza l’unificazione del Museo archeologico e della biblioteca Chelliana in un unico servizio è una somma, per l’opposizione di centrosinistra, invece, è una sottrazione di poteri al direttore del Museo archeologico, da oggi direttore scientifico, dal momento che i poteri di gestione amministrativa saranno affidato alla direttrice della Chelliana, Anna Bonelli. Punti di vista diversi di una stessa realtà, quella determinata dal voto, a maggioranza, del consiglio comunale di ieri sulla modifica al regolamento del Museo archeologico e d’arte della Maremma: un unico funzionario, la direttrice della biblioteca, sarà responsabile amministrativo anche del museo archeologico che avrà, però, un direttore scientifico da individuare attraverso una selezione. Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il vice sindaco e assessore alla cultura Luca Agresti hanno spiegato che dopo il pensionamento dell’ex direttrice Mariagrazia Celuzza, si è ripensata l’organizzazione del museo. «L’idea di unire biblioteca e museo dal punto di vista della gestione amministrativa – dicono – è una scelta di buon senso e ponderata. Il nuovo direttore scientifico potrà gestire le attività prettamente museali e sarà totalmente dedicato alla valorizzazione dei reperti, alla formazione e alla didattica con le scuole, alla promozione e a tutte quelle attività di natura culturale che potranno essere ulteriormente potenziate e rilanciate nel panorama locale e nazionale».

Una scelta che non convince le opposizioni, dal Movimento 5 Stelle al Pd e Lista Mascagni, tutti convinti del fatto che un direttore del museo così configurato sarebbe un direttore “dimezzato”.

Il centrosinistra aveva anche presentato un emendamento in senso contrario alla scelta dell’amministrazione, ma è stato bocciato. Agresti e l’assessore al bilancio Giacomo Cerboni hanno anche spiegato che in realtà, il Museo archeologico ha solo tre dipendenti diretti del Comune e che il direttore ha sempre dovuto interfacciarsi, per il personale, con la società che ha in appalto la gestione del museo stesso, mentre, per quanto riguarda i, budget il direttore ha sempre dovuto fare riferimento al dirigente del settore cultura e, in ultima analisi, alla giunta che decide sull’allocazione delle risorse.

Altro punto debole, secondo le opposizioni, sarebbe anche il tipo di contratto – a termine, legato alla fine del mandato del sindaco – che si profila per il nuovo direttore scientifico. Agresti ha spiegato che è una scelta volta a sperimentare questo nuovo modello senza ingessare le scelte della prossima amministrazione. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa