Il Tirreno

Grosseto

Dune e visioni Quindici creativi dialogano con la natura

Francesca Ferri

Per la prima volta l’oasi Wwf di San Felice a Fiumara ospita un campus d’arte contemporanea che si apre domani 

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Welbey Alver da Silva sta disegnando sulla sabbia una linea curva con degli aghi di pino. «Userò anche delle alghe per costruire il “Frutto della vita”, un’opera in scala monumentale». Poco più in là Giancarlo Savino intreccia fili di lana su una pozzanghera dove la Fiumara sparisce nella sabbia. «Sono trappole per sentimenti», spiega. Di fianco, sulla duna, Stefano Corti e gli studenti del corso serale del liceo Artistico (Polo Bianciardi) Lorenzo Bianchi, Isabella Schicchi e Lorenzo Murru intrecciano canne e raccolgono pietre, erba e fango per costruire una specie di igloo che avrà davanti il suo negativo, uno spazio concavo. «Sarà un omaggio alla natura, realizzato solo con cose che troviamo qua e che la natura si riprenderà alla prima pioggia», spiega Corti.

“Qua” è l’oasi Wwf di San Felice a Fiumara, nella zona nord di Marina di Grosseto, di proprietà Allianz. Spiaggia, dune, fiume e pineta, un angolo di natura tra i più suggestivi della Maremma.

Questo luogo incantato, conosciuto per lo più da bagnanti, surfisti e naturalisti, per cinque giorni ospita – per la prima volta in assoluto – una residenza artistica dal titolo “Dune. Arti, paesaggi, utopie”, a cura di Mauro Papa e Giorgio Zorcù.

È la prima esperienza di arte contemporanea su una duna in Maremma. Fino a domenica quindici artisti emergenti under 35, provenienti da tutta Italia che operano nel campo dell’arte ambientale, lavoreranno alla creazione di installazioni artistiche e sonore, di performance site-specific, di foto e video d’arte, utilizzando il linguaggio dell’arte come strumento di indagine, valorizzazione e riconnessione interiore con l’ambiente.

Poi domani, domenica 15, dalle 16 alle 22 questo campus creativo si aprirà agli sguardi dei visitatori in un evento che prevede anche visite naturalistiche e una cena a buffet al Fiumara Beach (vedi box).

Gli artisti sono: Welbey Alver da Silva, visual artist (San Paolo-Verona), Domenico Arces e Lucia Macrì, performers di Alliste (Lecce) e Grottaglie (Taranto), Sara Caneva, compositrice e installazioni sonore (Roma), Leonardo Cannistrà, visual artist (Catanzaro), il Collettivo Damp formato da Alessandro Armento, Luisa de Donato, Viviana Marchiò, Adriano Ponte (Salerno, Caserta, Napoli e Benevento), Elena Grigoli, fotografa (Verona), Alessia Lastella, visual artist (Trani, Bt), Guido Mitidieri, visual artist (Firenze), Mattia Morelli, fotografo e videomaker (Lecce – Roma), Marco Ranieri, visual artist (Lido di Camaiore – Valencia), Marta Viola, fotografa (Martinsicuro, Te). Con loro un gruppo di artisti ospiti senior, invitati da Zorcù: Francesca Bizzarri, visual artist (Arcidosso), Angelo Comisso, compositore e pianista (Trieste), Stefano Corti, visual artist (Grosseto), Sara Donzelli, attrice (Milano), Giancarlo Savino, visual artist (Roma – Napoli).

I giovani artisti sono arrivati mercoledì e ieri erano all’opera per lasciarsi ispirare e scegliere il punto esatto dove proporre il loro intervento creativo. Non disturba il passaggio dei camion sul ponte della Fiumara la compositrice Sara Caneva, che guarda la Fiumara tra due pini. «È un punto di interazione interessante – dice – Appena i rumori delle auto si attenuano, gli animali si riappropriano e si sente di tutto. E poi acqua e motori si somigliano come spettro acustico». La sua installazione sonora si intitola “Ear ride 2”. Di solito fa dei percorsi. «Qui provo una cosa che non ho mai fatto: stare fermi in un luogo, in un punto ristoratore. Raccolgo materiale e ne faccio strumenti che il pubblico può manipolare e suonare».

In mezzo alla pineta Guido Mitidieri è sdraiato e guarda una distesa di rosmarino. Stupisce quando racconta il suo progetto. «Un’installazione sul ciclo energetico fatta di boccette di vetro per misurare quanta benzina e acqua ci vogliono per “allontanare” dal water la cacca e la pipì prodotte in un giorno», spiega.

Marta Viola ed Elena Grigoli hanno già le macchine fotografiche pronte, mentre Alessia Lastella sta intrecciando fili d’erba in uno spiazzo inceneritoda un recente incendio. Sula scia di un’opera che ha realizzato per la Biennale proporrà un “abbraccio” di natura che legherà tre pini bruciati ma ancora in piedi con un intreccio di erba. Non meno impegnativa è l’installazione che sta progettando il Collettivo Damp: una struttura sospesa per riflettere sul concetto di oasi naturale e del suo equilibrio precario.

Immagini, oggetti, suoni, parole: una visione nuova sulla duna e un nuovo modo di abitare questo luogo. Appuntamento a domani. —

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