Il Tirreno

Grosseto

il plogging e gli atleti “spazzini” 

Corrono e raccolgono rifiuti «Quanto sporco e degrado»

Corrono e raccolgono rifiuti «Quanto sporco e degrado»

Sulla cinta muraria ogni giovedì Roberto Salvadori porta avanti  questa disciplina aperta a tutti «Bastano pochi semplici gesti perché la città migliori»

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GROSSETO. Intanto ogni giovedì sulle Mura prosegue il “plogging”. La disciplina, arrivata dalla Svezia e approdata a Grosseto a giugno scorso, consiste nel correre e intanto raccattare spazzatura. La parola è l’unione tra il jogging e il “plocka upp”, che in svedese significa “raccogliere”. In pratica, corri e raccatti rifiuti, cartacce, mozziconi, plastica, spazzatura di ogni tipo: un modo per rimettersi in forma e rispettare l’ambiente. Anche due giorni fa l’iniziativa ha dato i suoi frutti, come spiega Roberto Salvadori, educatore a Vallerotana e che ha già lanciato l’iniziativa “Illuminando le Mura”. «Siamo nel cuore, nella storia della nostra città, le Mura Medicee - dice - Facendo “plogging” abbiamo trovato molto sporco, degrado, soprattutto nella zona del Cinghialino e della Cavallerizza. L’amministrazione comunale sicuramente deve avere un’attenzione diversa - osserva Salvadori - ma ogni cittadino può e deve dare il proprio contributo a migliorare e valorizzare la città. Il plogging è un’attività semplice da poter esercitare in gruppo o da soli; si tratta di correre/camminare raccogliendo sporcizia: bastano una tenuta sportiva, guanti e sacchetto, poche cose, gesti semplici. Sono convinto, e siamo convinti - dice accanto al resto del gruppo che ha partecipato - che questa semplicità deve essere alla base della nostra quotidianità». —



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