Attenzione
Cinque disabili sperimentano il “vivere comune”
orbetello. Il progetto “Il futuro siamo noi”, dedicato all’autonomia delle persone disabili e partito a maggio 2018, giunge alla seconda fase. Lo spiega l’assessora alle politiche sociali del Comune di Orbetello, Chiara Piccini.
«Dopo la prima fase che ha previsto cicli di giornate e weekend fuori casa per la realizzazione di attività abilitative diurne, propedeutiche alla fase residenziale e finalizzate allo sviluppo dell’autonomia, in particolare nelle operazioni di igiene personale, preparazione dei pasti (dalla spesa alla cottura) e cura degli spazi, quest’ultimo quadrimestre sarà dedicato a incontri con le famiglie e alle attività volte a rafforzare i ragazzi che aderiranno al cohousing».
A partire dal febbraio 2020 infatti, per 180 giorni, 5 ragazze e ragazzi sperimenteranno il vivere autonomamente, fuori dal nucleo di origine, in un appartamento nel centro di Orbetello, affiancati da operatori specializzati.
«La realizzazione del progetto – spiega Piccini – ha un carattere innovativo per la zona ed è la prima vera azione concreta di attuazione delle politiche per la disabilità del vivere in autonomia. Un’importante opportunità, determinante per la crescita non solo delle persone con disabilità, ma di tutto il territorio».
Il progetto Il Futuro Siamo Noi è uno dei due progetti approvato dalla conferenza dei sindaci della zona Colline dell’Albegna della quale fanno parte i Comuni di Capalbio, Isola del Giglio, Magliano, Manciano, Monte Argentario, Pitigliano, Sorano e Orbetello Comune capofila e l’Asl Toscana sudest. Il progetto è stato rivolto a 35 utenti disabili adulti in condizioni medio-gravi in carico ai servizi territoriali dell’Asl. Partner l’associazione Oltre lo sguardo onlus di Roma e Coeso “Giocolare” cooperativa sociale di Pontassieve.
«Dopo le giornate e weekend fuori casa – spiega l’assessora – l’azione di cohousing è il vero e proprio tentativo per l’uscita dal nucleo familiare di origine, ovvero per la de-istituzionalizzazione verso soluzioni e condizioni abitative, per un periodo di 180 giorni. È prevista l’assistenza di educatori e operatori, sia durante il giorno che per la notte. I beneficiari si dovranno occupare di loro stessi, di pulire l’ambiente e preparare i pasti». Sono stati organizzati anche tre eventi “aperti” al territorio. —
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