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Anche l’Ato potrà dare il proprio parere

Anche l’Ato potrà dare il proprio parere

Il direttore del gestore potrà partecipare alla Conferenza dei servizi. Il sindaco Benini tira dritto: «Il nostro territorio non ha bisogno dell’impianto»

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scarlino. Da ieri anche il direttore di Ato Toscana Sud potrà esprimere un parere in occasione della Conferenza dei Servizi che è stata recentemente aperta dalla Regione Toscana per l’impianto di Scarlino Energia. La richiesta era arrivata dopo l’ultimo appuntamento in Regione e ieri, durante l’assemblea di Ato, è infatti stata approvata la delibera che permette al direttore di esprimere la propria opinione durante l’importante incontro in Regione. «Si tratta di un atto che abbiamo espressamente richiesto – dichiara il sindaco Andrea Benini – e ritengo importantissima l’approvazione di questa delibera. Anche se il parere in una conferenza dei servizi è un atto formalmente tecnico, ho chiesto che l’argomento fosse portato all’attenzione dell’assemblea dei sindaci perché la pianificazione in tema di impianti non può essere liquidata solo dai tecnici. Pensare ad un territorio come sede di un impianto è una scelta politica, pensare di aprire un nuovo inceneritore nonostante il mondo vada nella direzione del riutilizzo e del riciclo è una scelta politica e non a caso il consiglio regionale si è espresso più volte in maniera ferma e unanime contro la riapertura dell’inceneritore nel nostro territorio. Voglio, quindi, ringraziare la presidente del consiglio direttivo Alessandra Biondi – continua Benini – il presidente dell’assemblea Alessandro Ghinelli e il direttore dell’Ato Paolo di Prima per aver permesso a questo argomento di essere oggetto della discussione dell’assemblea». La delibera di Ato non fa altro che prendere atto della pianificazione vigente, che non prevede l’impianto di incenerimento di Scarlino, e del contratto in essere con il gestore Sei Toscana, il quale ha l’onere di smaltire il Css prodotto dall’impianto delle Strillaie con un costo di circa 90 euro per tonnellata per i Comuni, indipendentemente da dove esso venga effettivamente bruciato.

«Crediamo che il nostro territorio non abbia bisogno dell’inceneritore – conclude Benini – gli atti ci danno ragione e continueremo a difendere le nostre posizioni in tutte le sedi». —

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