Sicurezza
Stampavano marchi contraffatti, tre denunciati
In un appartamento in città il laboratorio del falso: i loghi delle grandi griffes venivano anche ricamati con macchine da cucire tecnologiche
follonica. Nelle ultime settimane, la guerra alla contraffazione a Follonica si è combattuta con tutte le armi possibili: sequestri sulla spiaggia, denunce emesse nei confronti degli ambulanti trovati a vendere senza averne alcun titolo.
Gli uomini della guardia di finanza però non si sono limitati ai controlli sull’arenile: grazie a una meticolosa indagine, sono riusciti a identificare un appartamento a Follonica, un appartamento adibito a “stamperia” di marchi contraffatti.
La stamperia serviva alla riproduzione delle etichette, con stampa falsa, dei marchi di importanti griffe (Stone Island, Napapijri, Colmar, Gucci, Louis Vouitton, Prada, Burberry, Michael Kors, Liu-Jo, K-Way, Woolrich, Nike, North Sails, Sundek, Adidas, Moncler, Armani, Converse, Peuterey, Fila, Ciesse, Chanel, ecc.) che venivano applicate ai prodotti contraffatti.
Tre senegalesi che abitano a Follonica utilizzavano macchine da cucire tradizionali ed elettroniche programmabili con i loghi dei marchi italiani ed esteri, per apporre le etichette sui capi di abbigliamento destinati al “mercato del falso”.
I tre sono stati denunciati alla procura per aver contraffatto, alterato e usato marchi e segni distintivi, con l’aggravante del sistematico allestimento di mezzi ed attività organizzate.
Le attrezzature elettroniche e il materiale necessario all’assemblaggio dei capi contraffatti (complessivamente oltre 10mila pezzi fra etichette, bottoni griffati e capi d’abbigliamento “falsi” pronti per essere venduti) sono stati sottoposti a sequestro dalle fiamme gialle. Sequestrati anche oltre 60mila metri di filo idonei a ricamare oltre 30mila griffe.
L’operazione svolta dai militari del nucleo mobile della tenenza di Follonica della Guardia di finanza, ha consentito di smantellare un laboratorio in grado produrre fino a mille pezzi al giorno di capi d’abbigliamento destinati a rifornire il mercato illegale locale e dell’intera provincia grossetana.
Gli interventi delle Fiamme gialle grossetane si inquadrano nella più ampia azione di contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, fenomeni criminali che, come noto, rappresentano una vera e propria piaga per l’economia legale e le imprese italiane.
Tali fenomeni, infatti, alimentano forme di sfruttamento di soggetti deboli, evadendo ogni obbligo fiscale e talvolta nascondono collegamenti con il crimine organizzato.
Tutto il materiale che è stato trovato nell’appartamento utilizzato dai tre senegalesi come stamperia è stato sequestrato insieme agli oggetti contraffatti già pronti per essere venduti nella città del golfo. —
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