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Lezioni per adulti: trovate le aule ma solo per le serali In 30 restano fuori
Mancano le classi dove organizzare i corsi al mattino Badanti e cooperative rischiano di perdere l’anno
La vicenda della sede del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Grosseto – istituzione scolastica che, dopo la scadenza della convenzione con il Fossombroni, nel 2018, aveva incontrato difficoltà nel trovare spazi e accoglienza – non è ancora definitivamente chiarita e conclusa.
C’è stato un passo avanti, è vero, ma non è risolutivo. Alla ripresa della scuola gli adulti (tra cui molti richiedenti asilo) avranno finalmente una sede certa per quanto riguarda le lezioni pomeridiane, ma resta da sciogliere il nodo della mattina e quello, altrettanto importante, di un pied-à-terre amministrativo (una segreteria) nel capoluogo, richiesta formulata da anni agli amministratori di palazzo Aldobrandeschi, visto che gli uffici direzionali si trovano ad Arcidosso e la vecchia stanza al Fossombroni non è più fruibile. Gli studenti over 21, una volta usciti i ragazzi (alle 13), saranno ospitati – pomeriggio e sera – nei locali dell’istituto superiore Leopoldo II di Lorena. È stata stipulata, infatti, una convenzione biennale per l’uso di sei aule in via Meda, a Grosseto, fino al 2021. «Qui – si legge in una nota diffusa ieri dalla Provincia – si svolgeranno tutti i corsi di istruzione per gli adulti iscritti a Grosseto, comprese le lezioni di alfabetizzazione per gli stranieri». In realtà non è proprio così. Al momento i corsi del mattino non hanno ancora una sede. Dal Cpia ieri è arrivata la conferma di una trentina di iscritti, cioè di richieste (prevalentemente da badanti e cooperative) con possibilità degli alunni di presenziare unicamente al mattino. Il ritornello, però, è sempre lo stesso: mancano gli spazi. Insomma il rischio spezzatino non è scongiurato. Lo scorso anno alcuni corsi partirono addirittura a gennaio, con tre mesi di ritardo e il rischio concreto di perdere l’anno, soprattutto per chi frequentava le medie.
Per il 2019-2020, visto che non è più utilizzabile il fabbricato concesso dalla Curia per le lezioni del mattino, si profila lo stesso pericolo.
Il Cpia, nel corso del 2018-2019 aveva trovato ospitalità provvisoria proprio all’Agrario, ma a un certo punto questa soluzione era diventata terreno di scontro politico, con l’amministrazione provinciale in difficoltà, per i proclami leghisti sulla necessità di non far venire a contatto studenti locali e immigrati. A dire il vero l’impegno di Comune e Provincia di Grosseto nel seguire la questione Cpia non è mai mancato, fin dalla prima volta in cui si pose l’attenzione su orari, lezioni e altre problematiche. Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha compiuto negli ultimi mesi una mediazione tra chi chiedeva la “ghettizzazione” del Cpia (che prepara, tra gli altri, i soggiornanti di lunga durata per i test di conoscenza della lingua italiana finalizzati al rilascio dei permessi di soggiorno) e chi invece auspicava una soluzione di integrazione e buon senso. Al momento, purtroppo, questo sforzo non basta, perché non bastano gli spazi.
Il lavoro di ricucitura, compiuto attraverso la consigliera provinciale delegata all’istruzione e al patrimonio scolastico Olga Ciaramella, deve quindi proseguire. La disponibilità della nuova dirigente del Leopoldo II di Lorena, Cinzia Machetti, riguarda le ore pomeridiane, «ma al mattino – conferma – noi non abbiamo aule libere». «Il nostro sforzo, come ho comunicato alla Provincia, al Comune e al collega Giovanni Raimondi (fresco di nomina al vertice del Cpia) – conclude la Machetti – è stato quello di favorire in ogni modo i corsi di alfabetizzazione per adulti, mettendo a disposizione sei aule, due in più rispetto al passato, per consentire qualità e continuità dell’offerta formativa. Di più non possiamo fare». —
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