Il dolore
“Mare di mezzo”, la chitarra che parla di speranza
La band “La casa del vento” ha girato un videoclip con lo strumento costruito con le parti in legno recuperate dai relitti dei migranti
follonica. Una chitarra, costruita con i legni recuperati dai relitti dei barconi dei migranti approdati a Lampedusa, per suonare i canti di chi non ha voce: è arrivata a Follonica “Mare di Mezzo”, costruita dal liutaio Giulio Carlo Vecchini e divenuta il simbolo dell’esodo. A portarla nella città del Golfo è stata la band aretina “La casa del vento” che ha scelto la spiaggia di Follonica e la sua pineta come set del nuovo videoclip di “Mare di Mezzo”.
La canzone, ispirata appunto al particolare strumento, racconta la storia di un viaggio della speranza ed uscirà nella prossima primavera. Nel video, che mostra le bellezze della costa follonichese, compaiono numerosi musicisti, attori e personaggi televisivi che imbracciano “Mare di mezzo”: prima tra tutti Patti Smith, poi Eugenio Finardi, Simone Cristicchi, Massimo Gramellini, Cecilia Strada, Carlo Lucarelli, la Bandabardò, i Modena City Ramblers, l’orchestra Multietnica di Arezzo e Saverio Tomassi.
«Si tratta di un progetto musicale di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti dei movimenti migratori del Mediterraneo – racconta Luca Lanzi, voce e chitarra acustica della Casa del Vento – Nella canzone parliamo del tema migranti e lo facciamo servendoci della chitarra realizzata da Vecchini, il liutaio di Cortona che, colpito dai tanti morti del Mediterraneo, qualche anno fa si è messo in testa di costruire una chitarra con i legni dei barconi». Quella di Vecchini è stato un’impresa non semplice: «Le barche quando arrivano a Lampedusa vengono sequestrate – spiega Lanzi – Sull’isola c’è un enorme cimitero di relitti, materiale sequestrato senza possibilità d’accesso. Dopo molte telefonate Vecchini ha però conosciuto un falegname di Lampedusa, Francesco Tuccio, che con i legni delle barche aveva costruito gli arredi liturgici del primo viaggio pastorale di papa Francesco sull’isola».
Tuccio ha così inviato a Vecchini i legni che stava cercando ed è nata Mare di Mezzo, traduzione di Bahr Alwasat, “Mediterraneo” in arabo. «La canzone è una ballata rock dove noi suoniamo con la chitarra di Lampedusa – dice Lanzi – si tratta di un viaggio della speranza. Il Comune di Follonica ha sposato il progetto e ci ha messo a disposizione le autorizzazioni oltre a darci il patrocinio. Abbiamo girato sulla spiaggia e nella pineta, le riprese sono finite domenica e il circolo nautico di Follonica ci ha anche fornito una barca. Insomma, una bella accoglienza che ci ha fatto molto piacere».
Il video di “Mare di Mezzo” uscirà in primavera e il ricavato verrà devoluto a Mediterranea Saving Humans, la Ong che soccorrere i migranti lungo la rotta libica: «C’è in mente anche un festival ma è tutto un grande cantiere e ci stiamo organizzando» conclude Lanzi. —
G.S.
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