Il Tirreno

Grosseto

opposizione all’attacco 

Il museo viene riorganizzato Due direttori e tante polemiche

Alfredo Faetti
Il museo viene riorganizzato Due direttori e tante polemiche

Il nuovo regolamento della struttura di piazza Baccarini approda in consiglio Le competenze si scindono. La minoranza: «Criteri dettati dal risparmio»

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La proposta che riguarda il museo archeologico di Grosseto, pronta ad arrivare in consiglio comunale, non convince affatto l’opposizione di centrosinistra.

In buona sostanza, prevede modifiche significative all’organizzazione interna, passando da una direzione unitaria a una che potremmo definire separata, con un direttore scientifico che non dovrà più farsi carico delle competenze amministrative e gestionali, e queste ultime che andranno in campo a un funzionario esterno all’ambito del museo.

«Temiamo che sia un’organizzazione stravolta in negativo», dicono i consiglieri della lista Mascagni e del Pd in una nota, in cui spiegano che la figura del direttore verrà individuata all’esterno dell’ente «attraverso un contratto precario – sostiene il centrosinistra – e sarà esautorata di ogni potere e prerogativa gestionale, a cominciare dall’organizzazione delle risorse umane».

Modifiche, dettate a quanto si apprende, da logiche di risparmio che arrivano alla chiusura di un ciclo, dopo il pensionamento dell’ormai ex direttrice Mariagrazia Celuzza.

La scissione della direzione unitaria dovrebbe quindi andare a interessare il nuovo direttore scientifico e l’attuale direttrice della biblioteca comunale Anna Bonelli, a cui dovrebbero spettare le competenze gestionali e amministrative. «Bonelli – incalza anche qui la nota – già gravata di incarichi non indifferenti, dovrà così sobbarcarsi un ulteriore incarico, peraltro estraneo alle proprie competenze». Ma anche i criteri per la selezione del direttore «inducono forti perplessità – continua il centrosinistra, che al riguardo ha presentato un emendamento – e non sembrano per nulla ispirati a orientare la scelta secondo parametri di merito e professionalità». Insomma, per la lista Mascagni e il Pd i punti oscuri in questa proposta di modifica sono molti.

«D’altronde il vicesindaco, nonché assessore alla cultura Luca Agresti in commissione ci ha spiegato che il Museo archeologico ha bisogno di un “direttore animatore” – prosegue la nota – Possiamo solo immaginarci l’entusiasmo dei candidati a ricoprire un tale ruolo, a dir poco mortificante per un professionista del settore». Da qui lo sguardo del centrosinistra si amplia alla cultura in generale. «Con la cultura non si mangia, diceva qualcuno non troppo tempo fa - conclude la nota – Noi crediamo invece che le politiche culturali debbano tornare ad avere centralità nelle scelte di un’amministrazione. La politica culturale non può ridursi alla realizzazione di eventi spot più o meno gradevoli, ma necessita di un lavoro di programmazione di lungo termine: un lavoro che un “direttore animatore”, a scadenza e privo di alcun potere gestionale, ben difficilmente potrà realizzare». —

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