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Garibaldi, la tappa a Scarlino raccontata in un docufilm

Sara Landi
Garibaldi, la tappa a Scarlino raccontata in un docufilm

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GROSSETO. È pronto il terzo documentario prodotto da My Group – Esplorandoc, realizzato nell’ambito del protocollo d’intesa firmato con il Comune di Grosseto, la Provincia, la Fondazione Polo universitario grossetano e l’Istituzione Le Mura.

Dopo il primo lavoro dedicato ai segreti delle Mura medicee e il documentario “Tra Storia e Fede” la squadra coordinata da Marco Barzanti ha scelto di raccontare un fatto storico che lega la Maremma al nome dell’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi.

Il documentario si intitola infatti “Operazione Venezia. La fuga di Garibaldi”: nel settembre 1849 (esattamente 170 anni fa) Garibaldi in fuga da Roma e diretto a Venezia trova rifugio a Scarlino e viene successivamente accompagnato in Liguria via mare da quattro scarlinesi salpando da Cala Martina.

Per la prima volta quella fuga viene ricostruita ripercorrendo sentieri e strade interessate con l’ausilio di telecamere fisse e del drone.

Il documentario ricostruisce quella pagina di storia (anche con la presenza di una comparsa, Francesca Barcelli, nei panni di Anita Garibaldi) ma è al tempo stesso uno strumento di promozione dei luoghi in cui i fatti si svolsero. Per questo il progetto è patrocinato anche dai Comuni di Scarlino, Follonica e Massa Marittima.

Il documentario è diretto da Raffele Papa; vi hanno lavorato Edoardo Tamburini, Samuele Cottini, Alessandro La Spina e Chiara Costa. Presto verrà presentato al cinema (ancora da definire data e dettagli dell’evento) per poi essere proiettato nelle scuole medie e superiori di Grosseto e provincia.

«Anche con questo nuovo documentario – dice la consigliera provinciale Olga Ciaramella – si realizza l’intento di promuovere la storia e la cultura del territorio e si contribuisce a raccontare la storia del Risorgimento oltre gli stereotipi».

Intanto il lavoro di My Group – Esplorandoc non si ferma: i prossimi argomenti su cui lavorare sono gli Etruschi, l’alluvione del 1966 e le bonifiche. Per questo il team si sta allargando a nuove professionalità con in più il valore aggiunto della collaborazione col Polo universitario e i suoi studiosi. —

Sara Landi

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