Il Tirreno

Grosseto

da grosseto a follonica 

Anche in Maremma oscurati profili e pagine di Casapound

Massimiliano de Virgilio
Anche in Maremma oscurati profili e pagine di Casapound

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Anche in Maremma - da Grosseto a Follonica - Facebook ha oscurato i profili e le pagine di Casapound. Nel capoluogo provinciale, la piattaforma social ha “abbuiato” la pagina di Gino Tornusciolo, che ne ha ricreato una nuova il giorno stesso, mentre nella città del Golfo ha oscurato il profilo Facebook dell’ex candidato sindaco Alessandro Berardi, nonché quello dell’associazione La Forgia da lui presieduta, resasi “protagonista” dell’iniziativa dei maxi-cartelloni “Parlateci di Bibbiano”, affissi nelle strade cittadine.

È così: la decisione di oscurare sistematicamente sui social media di Facebook e Instagram i profili e le pagine associate a Casapound, Forza Nuova e in generale di tutti i movimenti di estrema destra («qui non c’è spaio per l’odio», è stata in sintesi la motivazione data dalla piattaforma), è arrivata fino alla città del Golfo. Banditi dai social network dunque l’ex candidato sindaco, l’associazione “La forgia” e altri sostenitori follonichesi del partito di destra che si era presentato alle recenti elezioni senza riuscire a entrare in Comune.

Altri profili e pagine invece sono ancora visibili, non essendo state catturate dall’algoritmo messo in funzione da Facebook che seleziona un certo tipo di messaggi definiti dall’azienda statunitense «di odio e che attaccano le persone in base a chi sono», riferendosi non solo alla provenienza ma anche all’orientamento sessuale e religioso.

Un’esclusione che è arrivata proprio nel giorno in cui alcuni movimenti di estrema destra si trovavano a Roma per manifestare contro il Governo e alcuni di essi facevano il saluto romano davanti a Montecitorio. È nata da qui la protesta di alcuni di loro che lamentano una lesione del proprio diritto di opinione e di un’offesa alla democrazia, dimenticandosi in primo luogo altri principi e regole superiori, come il rispetto del prossimo e la condanna incondizionata di ogni forma di violenza e infine altre disposizioni come quella che sanzionano l’apologia del fascismo e che hanno giustificato, secondo la piattaforma social, questa censura senza diritto di appello. —

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