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Si rompe il femore, resta bloccato nell’ex Ilva

Giulia Sili
Si rompe il femore, resta bloccato nell’ex Ilva

Il personale del 118 allerta i vigili del fuoco che buttano giù una porta per consentire il soccorso. Il futuro della città-fabbrica 

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L’ex Ilva, il nucleo originario della città di Follonica, ad oggi si trova in un’importante fase di transizione. Il futuro guarda verso una riqualificazione della abitazioni storiche, quelle degli operai della ghisa, e la realizzazione di un vero e proprio polo culturale. Nel frattempo, però, le case un tempo abitate dai lavoratori sono state chiuse in attesa di un passaggio di proprietà dal Demanio al Comune. Quelle stesse case che, nonostante i sigilli, oggi sono in parte occupate abusivamente.

Le situazioni sono le più disparate: alcuni sono abusivi che hanno occupato le vecchie abitazioni chiuse dal Demanio, altri invece sono occupanti senza titolo, ovvero famiglie alle quali in passato era stato assegnato un alloggio ma che oggi non ne hanno più diritto.

Proprio una di queste abitazioni ieri mattina è stata lo scenario di un difficile soccorso dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco: un uomo di 51 anni, originario del Marocco, è caduto dalla scale della casa che stava occupando e si è ferito. Era riuscito a introdursi all’interno dell’abitazione, già dichiarata non sicura dai vigili del fuoco, tramite un pertugio e i soccorritori per raggiungerlo hanno dovuto chiamare i vigili del fuoco che hanno abbattuto una porta.

L’uomo, che ha riportato la frattura del femore, è poi stato portato in ospedale. L’episodio riporta l’attenzione sulla questione ex Ilva dove già si trova una della residenze destinate all’emergenza abitativa, ovvero lo stabile in piazza Nassirya dove ad oggi vivono nove famiglie. Per tutti gli altri che oggi vivono all’interno delle mura magonali è però necessario trovare una soluzione alternativa. Ad oggi per le abitazioni dell’Ilva è in corso un’importante acquisizione svolta attraverso il federalismo demaniale culturale, ovvero quello strumento che permette agli enti territoriali di diventare proprietari degli immobili dello Stato sul proprio territorio. Beni abbandonati, come appunto le case dell’Ilva, possono così rinascere con nuove funzioni. L’iter per richiedere il trasferimento è a titolo gratuito ma il trasferimento di proprietà dell’immobile avviene sulla base di un programma di valorizzazione specifico, già proposto dal Comune di Follonica e in fase di realizzazione. L’obiettivo è quindi quello di completare il processo di acquisizione quanto prima e di avviare per l’Ilva un nuovo progetto che potrebbe essere, tra le varie possibilità, anche quello dell’housing pensato per le giovani coppie con un lavoro non stabile. —

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