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È gravissimo il sacerdote caduto in una scarpata durante una gita

Fiora Bonelli
È gravissimo il sacerdote caduto in una scarpata durante una gita

Era in Valtellina da amici Marco Belleri parroco di Seggiano  È ricoverato a Lecco. Il sindaco Rossi: «Siamo costernati»

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Sono molto gravi le condizioni di don Marco Belleri, il parroco amiatino caduto il 7 settembre in un dirupo mentre stava percorrendo un sentiero in Valtellina, sulle propaggini del Monte Legnone, a Piantedo, in provincia di Sondrio a circa 700 metri di altezza.

Don Marco, classe 1958, originario di Brescia, era andato in vacanza a trovare alcuni amici e – appassionato di natura e di ambiente – stava facendo un’escursione in compagnia di alcune persone in un sentiero abbastanza scosceso.

La caduta è stata rovinosa. Don Marco – che è parroco di Seggiano, Pescina e Vivo d’Orcia – è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Gravedona e poi è stato trasferito a quello di Lecco, domenica in serata.

Nella mattinata di lunedì è partito per andare a trovare il sacerdote, anche Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino, alla cui diocesi appartengono Seggiano, Pescina e Vivo d’Orcia.

I suoi parrocchiani sono molto preoccupati, compreso il sindaco di Seggiano Daniele Rossi: «Siamo costernati – dice – e aspettiamo notizie di miglioramento, anche se, a quanto ne so, don Marco si trova in uno stato davvero preoccupante».

Don Marco Belleri è un sacerdote notissimo anche per la sue attività di tessitore di canapa, di produttore di frutti e grani antichi, di strenuo difensore dell’ambiente e della vita a contatto con la natura.

Ingegnere meccanico, ha preso poi altre due lauree, una in teologia e una in botanica ed è stato obiettore di coscienza, svolgendo servizio civile a Brescia. La sua vocazione al sacerdozio è arrivata in età adulta e fu raccolta dall’ex ordinario militare d’Italia monsignor Gaetano Bonicelli, poi vescovo di Siena.

Fin dai tempi del seminario, don Marco coltivava un orto biologico accanto alla scuola e quando fu nominato parroco di Seggiano, Vivo d’Orcia e Pescina, dove è arrivato nella seconda metà degli anni ’90, ha proseguito questa attività e ha costituito una cooperativa agricola in cui lavora lui stesso nel rispetto del dettato benedettino “Ora et labora”. E insieme all’orto, dove predilige la coltivazione di semi e grani antichi, ha messo su anche un gruppo di tessitori di fibre naturali, come la canapa e il lino, attività che insegna nelle scuole.

Responsabile dell’ufficio missionario della diocesi di Siena, ha vissuto alcuni periodi in America Latina ed è sempre stato un prete intransigente, con un impegno civile quotidiano: è rimbalzata, per esempio, sulle fonti di informazione di tutta Italia, la sua battaglia contro le vaccinazioni di massa, e nel momento delle disposizioni governative in questo senso, per sostenere la sua tesi, scrisse anche all’allora ministra Beatrice Lorenzin e a tanti scienziati e esperti in materia, italiani e stranieri.

Questo medico ricorda, come sostiene la Chiesa, che l’uomo è corpo, anima (psiche) e spirito, che la guarigione si raggiunge solo su tutt’e tre i livelli e insiste molto sull’aspetto spirituale, sulla pace che deriva dalla fede in Gesù, Dio della pace, e dall’aiuto dei sacramenti.

Don Belleri è autore del libro “Biotecnologie animali e vegetali. Tradimento del disegno di Dio” (Ed. Libreria Fiorentina), in cui Don Marco, sostenendo che l’ecologia deve essere impegno cristiano, scrive una lettera alla Congregazione per la Dottrina della Fede e della Morale, accompagnata dalla presentazione del vescovo di Balsas (Brasile) Franco Masserdotti: si tratta di un libro scomodo che sollecita ulteriormente la Chiesa a chiarire la sua posizione sul tema degli organismi geneticamente manipolati che si attestano come nuova frontiera della scienza e della tecnologia.

La comunità amiatina adesso prega per lui che non ha più nessun familiare vivente – secondo quanto si è appreso – ma che ha tantissimi amici e persone che lo apprezzano e che sono a lui affezionate, e che attendono tutte la notizia di un cenno di miglioramento. –



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