Il Tirreno

Grosseto

SCARLINO 

Il re degli aquiloni verso la pensione «Cerco eredi per le mie creature»

Alfredo Faetti
Il re degli aquiloni verso la pensione «Cerco eredi per le mie creature»

Fabiano Vignali lancia un appello a chi voglia farsi avanti «Vorrei qualcuno cui possa insegnare ciò che ho imparato»  

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È senza dubbio un’arte. Quando vola in alto lasciando quasi invisibile nella luce lo spago a cui è appeso, chiunque alza lo sguardo al cielo verso un aquilone, bambino o anziano che sia.

È un’arte, perché spazia da due legnetti incrociati con legato un telo e pezzi di stoffa grandi fino a 60 metri, capaci di prendere le sembianze di bruchi giganti, animali fantastici fino a forme di pura fantasia. È un’arte quella del costruire aquiloni, ma adesso che il più grande artista italiano è a un passo dall’andare in pensione, costretto dall’età, non c’è un erede a cui lasciare questo umile ma immenso bagaglio di sapere. Per questo lo scarlinese Fabiano Vignali, che con le sue opere volanti ha girato mezzo pianeta, lancia un appello: «Cerco qualcuno che voglia prendere il mio posto, a cui lasciare tutto quello che ho creato».

Le sue creature, i suoi aquiloni sono circa quattrocento, ben custoditi nella sua casa di Scarlino Scalo. Ma l’eredità che il maestro è pronto a lasciare a chi vorrà farsi avanti non è fatto solo di stoffe, spaghi e fantasia, ma va ben a fondo. Sono tecniche, metodi, capacità e intuizioni, che possono fare di ognuno il prossimo aquilonista più famoso d’Italia. «Io con questa passione ci ho girato il mondo del resto», dice cercando di far comprendere le potenzialità di una passione. Lui sono oltre trent’anni che la coltiva nel piccolo del suo garage scarlinese, colmo di ritagli di stoffe colorate, rocchetti di filo e stecche di legno ma anche squadre, righelli e attrezzi di ogni tipo e, soprattutto, metri e metri di progetti arrotolati e conservati ancora con cura. «Cerco qualcuno che possa accompagnarmi ai prossimi eventi e a cui possa insegnare ciò che ho imparato anch’io», continua Vignali. Ne ha fatti di viaggi lo scarlinese insieme ai suoi aquiloni: America, India, Nuova Zelanda e così via. «Una volta sono stato in Cina per un concorso che richiamava appassionati da tutto il mondo e sono arrivato terzo», racconta.

In quell’occasione ha vinto la medaglia di bronzo nella categoria “gonfiabili senza stecche” con una creazione di 220 metri quadrati di stoffa per un totale di 2.500 pezzi cuciti. Ma il bello è che ancora ne farà ancora di viaggi.

Il prossimo, sebbene sia drasticamente più vicino rispetto all’estremo Oriente, è in programma oggi a Marina di Grosseto, dove al bagno Moreno ci sarà un’esibizione dalle 10 al tramonto. L’età però comincia a far sentire il suo peso per Vignali. Il 78esimo compleanno che si avvicina sempre più e alcuni problemi di salute fanno lanciare questo appello all’artista scarlinese, convinto, con ragione, che gli aquiloni saranno sempre in grado di offrire uno spettacolo unico. Che ognuno insomma continuerà ad alzare gli occhi al cielo quando ne vedrà uno volare. Ma c’è anche altro. «Io adoro i bambini, tutti, sono sempre dalla loro parte – rimarca Vignali – Nel corso degli anni ho costruito decine di piccoli aquiloni solo per il gusto di regalarli ai piccoli ed è difficile spiegare la soddisfazione che questo gesto è in grado di dare». Vignali costruisce anche giocattoli di altri tempi: quelli artigianali, fatti a mano con il legno, anch’essi memorie di un tempo che forse non passerà mai. «Vorrei solo che tutto non andasse sprecato», dice l’artista che vuole salvare la sua arte. —

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