La Farfalla compie 10 anni Gli obiettivi, i progetti, i sogni
Alla guida dell’associazione è tornato Martinelli, al vertice quando venne fondata «Rafforziamo i centri e cerchiamo l’intesa di enti con attività simili alla nostra»
grosseto. Ha compiuto quest’anno dieci anni di vita ed è una delle più note associazioni maremmane che opera nel campo del sociale. È La Farfalla, che si occupa di assistenza ai malati oncologici e offre un aiuto psicologico ai familiari.
Di recente La Farfalla ha cambiato il vertice: il presidente ora è Roberto Vittorio Martinelli, già a capo dell’onlus dal 2009, anno della fondazione, al 2014. «Da presidente – dice Martinelli – sono sempre stato affiancato da Loriana Landi con cui ho fondato l’associazione e lavoriamo insieme gomito a gomito. Cinque anni fa ho dovuto abbandonare per ragioni di incompatibilità, essendo un dipendente Asl». Oggi che è in pensione, Martinelli ha potuto ricevere per la seconda volta l’incarico succedendo a Landi che, dal 2014 a qualche settimana fa, era presidente. «Loriana mi ha detto – prosegue – che sarebbe stata felice se fossi subentrato io. Far parte dell’associazione per me è una vocazione, non una scelta, suscitata da esperienze familiari luttuose e dal mio lavoro di infermiere».
La Farfalla si è sempre distinta in questi anni per aver partecipato a tantissime iniziative di solidarietà a livello provinciale. Ha un consiglio direttivo composto da otto persone, dal presidente al vice fino ai consiglieri; un ruolo fondamentale è svolto dai volontari, a cui spetta il compito di diffondere l’immagine dell’associazione durante gli eventi (con i vari gazebo e banchetti mobili) ma anche di stare a fianco, giorno dopo giorno, dei malati. «La parte più bella – aggiunge Martinelli – è proprio questa, il rapporto che si instaura con i pazienti e che ci fa riflettere. Specie quando li vedi soddisfatti, per alcuni di loro purtroppo per l’ultima volta, al rientro da una gita al mare o in montagna».
E cita una frase che ritiene d’esempio. «Mi è stato chiesto – continua – se ci sia differenza fra una strada di campagna, dove vai più lentamente e un’autostrada dove scorri a velocità elevata. Bene, la differenza c’è perché è solo in una strada di campagna, andando piano, che ti accorgi anche di chi fino a quel momento pensavi non esistesse, come avviene con un malato. Ecco, questo è lo spirito che incarna la nostra associazione».
Non mancano le ambizioni. «Vogliamo rafforzare – dice – i nostri centri di Follonica e Orbetello. Nel primo, per esempio, abbiamo già la convenzione con l’Asl ma vogliamo creare un ambulatorio con due infermieri fissi. In entrambi vorremmo introdurre la scrambler therapy per la terapia dei dolori reumatici».
Eventi, in programma ce ne sono. «Stiamo preparando anche un’iniziativa che coinvolgerà i motociclisti ad Orbetello». E rivela un obiettivo ambizioso su cui lavorare e da raggiungere nei prossimi mesi. «Vogliamo trovare un’intesa con quei soggetti che vanno nella nostra direzione – conclude – la Lega Tumori e il Comitato per la Vita che organizzano campagne e azioni di prevenzione e cura al tumore. Avevo iniziato un percorso con Enrica Tognazzi che però è venuta a mancare. Vorrei riprendere i contatti fissando degli incontri con i presidenti per affrontare insieme questo che ritengo un percorso unico di solidarietà». –
Stefano Fabbroni
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