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I balneari fanno pressing per il rinnovo delle concessioni

Massimiliano De Virgilio
I balneari fanno pressing per il rinnovo delle concessioni

La Legge di bilancio per il 2019 sospende la spada di Damocle della Bolkestein Ora è il Comune che deve muoversi. Il Sib: «Stiamo aspettando con impazienza»

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I balneari sollecitano al Comune risposte sul nodo – mai sciolto – delle concessioni demaniali.

Tutto iniziò nel 2006 con la famosa direttiva servizi ribattezzata “direttiva Bolkestein” a cui seguirono timori e una lunga attesa da parte di tutti gli imprenditori italiani del mare: dal Tirreno all’Adriatico, allo Ionio. Ora sembra dietro l’angolo il punto di svolta con l’inserimento di una disposizione nella legge di bilancio per il 2019 – al netto di colpi di scena del nuovo esecutivo nazionale – che prevede il prolungamento delle concessioni esistenti per altri 15 anni, estendendole dunque fino al 2033. Questa disposizione però, pur essendo un atto di legge efficace, necessita dell’implementazione da parte dei comuni che le hanno concesse.

La maggior parte dei municipi, tuttavia, ancora non hanno proceduto e solo alcuni Comuni – come Pisa e Tarquinia – hanno già applicato la disposizione. Recentemente, il sindaco di Follonica, Andrea Benini, aveva dichiarato pubblicamente al presidente del sindacato balneari Eugenio Franceschi che le concessioni sarebbero state estese entro la fine di settembre. La dichiarazione di intenti del sindaco ha regalato un gran sollievo a tutti i gestori degli stabilimenti balneari che aspettano con impazienza che le concessioni vengano estese.

La direttiva europea prevede che qualora il numero di autorizzazioni amministrative sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali (articolo 12), lo Stato debba procedere a assegnazione per mezzo di una procedura pubblica e imparziale, vietando e il rinnovo o la proroga di quelle già esistenti. Questo obbligo procedurale mette a rischio la posizione di chi per anni ha investito tempo e risorse negli impianti e costringe i gestori a una competizione senza alcuna garanzia per mantenere la propria attività.

Da una parte dunque vi è una direttiva europea che pone delle linee guida generali, dall’altra vi è una legge dello Stato che interviene chirurgicamente sulla questione. «È evidente – osserva il presidente Eugenio Franceschi – che la normativa sul settore debba essere riformata, ma una procedura a evidenza pubblica che non prevede alcuna garanzia per noi balneari sarebbe altamente ingiusta nei confronti di chi ha investito molto tempo risorse nelle attività. Per questo motivo le parole del sindaco ci hanno fatto molto piacere e adesso speriamo che la procedura si concluda e i nostri diritti vengano tutelati dall’amministrazione comunale».

La parola passa dunque al Comune che dovrà dare seguito alla promessa fatta. Nel frattempo la questione della direttiva Bolkestein è solamente rimandata, in attesa che venga approvata una disciplina nazionale definitiva che riesca a tutelare tutti gli interessi in gioco. –

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