Sicurezza
“Tristezza” va in pensione: il paese perde le pizze superlative
Chiude ad Arcidosso il noto ristorante e pizzeria Il Giardino
ARCIDOSSO. Buona pensione, Tristezza. Chiude ad Arcidosso il noto ristorante e pizzeria Il Giardino, un’impresa a conduzione familiare, guidata da Giovanni Lorefice, dalla moglie Franca Pasqui e dalle figlie Sara e Lucia. Ma ad Arcidosso quasi nessuno sa il vero nome del titolare, che tutti, ma proprio tutti, conoscono come “Tristezza” – per via della sua poca propensione alla battuta, il principe di tutte le pizze.
Giovanni non si è mai adontato di questo soprannome affibbiatogli bonariamente e affettuosamente dagli arcidossini, anzi. Lui ha sorriso, in pubblico, solo alle pizze, manipolando pala di legno e basi di pasta davanti al forno a legna dove ha lavorato tanta parte delle sue serate. In simbiosi assoluta con margherite, napoletane, marinare, ai funghi, quattro formaggi, bianche al prosciutto crudo e rucola, e via dicendo, praticamente decine di varianti, le pizze più buone di tutta la montagna.
Una in particolare, unica, solo di Tristezza, la famosa pizza “Bigi” dal nome di un arcidossino – Bigi il suo cognome – che andava in pizzeria e dettava precisamente gli ingredienti della pizza che desiderava. Un palato sopraffino. Così quella, nata su ordinazione diretta di un cliente, ha dato il nome alla specialità della casa, la famosa pizza Bigi, la più gettonata per chi entrava al Giardino.
E poi il ristorante, con i piatti tipici dell’Amiata, preparati con cura e passione.
Giovanni Lorefice, classe 1946, è nato a Noto (Siracusa). Arrivato in quel di Arcidosso dapprima ha rilevato il bar di Fernanda Paganucci, alla fine di corso Toscana, e poi il vicino bar di Achille Bargagli. Infine l’ultima attività, quella della conduzione del Giardino, davanti al Parco del Pero.
Il sindaco Jacopo Marini osserva: «La pizzeria di Lorefice è stata un punto di riferimento della gastronomia amiatina. Mancherà a tutti, ma tutti riconosciamo che la pensione, dopo tanto lavoro e sacrifici è ampiamente meritata».
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