Sicurezza
È morto Steno Santini una vita dedicata ad Avis e volontariato
Già agente di sicurezza privata, aveva 65 anni «Ha realizzato se stesso nella dedizione verso gli altri»
gavorrano. “Vivere nei cuori che lasciamo dietro di noi non è morire”. A usare il proverbio è l’Avis di Gavorrano-Scarlino, che in questi giorni piange la scomparsa di uno dei volti che più ha contraddistinto gli ultimi decenni dell’associazione: Steno Santini è scomparso, mercoledì, all’età di 65 anni.
Il ritratto e l’importanza di questo personaggio gavorranese sono ben riassunti nel messaggio di cordoglio che l’Avis ha postato su Facebook dando la notizia della scomparsa. «Oggi è un triste giorno – si legge nel testo – La nostra Avis ha perso uno dei suoi pezzi migliori, un uomo tra i più fedeli ai principi di solidarietà che questa associazione diffonde da sempre».
Donatore di sangue per una vita, Santini è stato componente per molti anni del consiglio direttivo in qualità di presidente dei sindaci revisori. «Non ha mai mancato di dare il proprio supporto nella guida e nella direzione dell’Avis di Gavorrano-Scarlino – continua l’associazione – Egli appartiene a quel raro gruppo di persone che realizzano se stesse nella dedizione agli altri attraverso l’espressione di uno dei sentimenti umani più belli: la solidarietà».
Nella vita Santini era un agente di sicurezza privata e anche in quel contesto non ha fatto mancare il suo apporto. Un uomo, insomma, che non si è mai tirato indietro quando c’è stato bisogno di lui, nel mondo del lavoro come in quello del volontariato.
«Steno ha realizzato se stesso nella dedizione agli altri – conclude l’Avis – attraverso un lavoro sommerso ed un’opera gratuita che non dà ricompense in termini monetari, ma che paga i volontari come lui con una moneta, così rara al giorno d’oggi, che si chiama riconoscenza: la riconoscenza di coloro che, spesso sofferenti, hanno ricevuto la sua attenzione e la sua opera umanitaria di volontario e di uomo. Steno vive e continuerà a vivere sempre nel cuore e nella memoria di tutti coloro che hanno avuto la fortuna e la gioia di conoscerlo». —
A.F.
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