Gioco
Due roghi vicino all’argine Appello alle istituzioni «Controllate le targhe»
Ancora incendi negli stessi punti in cui sono divampati in passato Un cittadino ha spento il fuoco insieme a due automobilisti e chiede di visionare le immagini
Ancora incendi alle porte di Grosseto, nella stessa zona più volte in passato presa di mira. Siamo alle Squadre Basse e alla Chiocciolaia, a 6-7 chilometri dal capoluogo.
Qualche anno fa pareva perfino una maledetta consuetudine, per chi abita qua, ritrovarsi le fiamme a poca distanza da casa; ora la paura è tornata. Due sere fa sono scoppiati, forse appiccati da una mano anonima, due incendi nella zona delle Squadre basse e del vecchio diversivo che taglia la zona. Un rogo più grande ha mandato in fumo circa 150 metri quadrati di sterpaglie lungo l’argine. Un fuoco più piccolo, comunque preoccupante per chi vive o lavora in zona, ha bruciato circa 30 metri di terreni sulla sponda della strada. Un copione già vissuto via via e che ha visto minacciare da diversi incendi (troppi per esser considerati una casualità) case, poderi e attività ricettive. Le fiamme hanno divorato nel tempo alberi, vegetazione e canneti. Ora ci risiamo.
È preoccupato uno degli abitanti, titolare di un’attività ricettiva, che si è trovato a ridosso del fuoco “più piccolo”. «Erano le 23, 10 – dice – quando mi hanno suonato al campanello alcuni signori. “C’è la strada che va a fuoco”, mi hanno detto. Erano turisti tedeschi. Sono andato a vedere cosa fosse successo, ormai anche da lontano riconosco quella luce particolare…», quella luminosità malata che rischiara la notte e mette paura anche a distanza. «Con i pochi mezzi che ho, una pompa a spalla che uso nei miei orti, sono corso laggiù e ho cominciato a spegnere. Si sono fermati due automobilisti che mi hanno dato una mano. Volevo in tutti i modi controllare il fuoco perché non facesse troppi danni. Il problema è che c’era la fossetta, poi canne alte e diversivo: se il rogo saltava la fossa e prendeva le canne alte, andava tutto in fiamme». Alla fine, lui e gli altri automobilisti sono riusciti a spegnere le fiamme da soli, evitando che si propagassero. I vigili del fuoco, nel frattempo, erano impegnati nell’altro incendio più grande e in altri servizi.
La richiesta di aiuto è alle istituzioni. «Chiedo alla polizia municipale - dice il cittadino - di controllare dalle telecamere le targhe delle auto entrate e uscite ieri sera (mercoledì sera, ndr) intorno alle ore 23,10 e poi fare degli accertamenti», dice. Per questi roghi vi è sempre una concomitanza temporale: cadono all’inizio di settembre. «Ogni anno in concomitanza con l’inizio della stagione venatoria qualche genio pensa bene di dare fuoco a tutto: lo fa con estrema competenza, aspetta che il vento di tramontana abbia soffiato per giorni seccando la macchia sotto i pini e poi appicca il fuoco in più punti di notte. Sicuramente durante le mie folli e improprie azioni di tentato spegnimento il piromane passa in auto soddisfatto per controllare il buon esito della sua opera. Non so se sapete che l’area del diversivo è una specie di “riserva naturale” che, a causa del microclima particolare, è popolata da un’infinità di piante e da una grande varietà di fauna. Tutelare il patrimonio ambientale/boschivo e faunistico dovrebbe essere una priorità per tutti: in un mondo che sta soffocando, tifare per l’azzeramento degli alberi anche in campagna sembra delirante». —
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