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Salvano una tartaruga di terra finita nel cassonetto in piazza

Alfredo Faetti
Salvano una tartaruga di terra finita nel cassonetto in piazza

Una coppia di turisti si è accorta di strani movimenti nel gettare una bottiglietta. Portata dal veterinario, sta bene: presto potrà tornare libera in campagna

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Questa volta è stata proprio la plastica a salvare la tartaruga. Esattamente al contrario di quanto avviene in mare, un semplice gesto di civiltà ha permesso di scrivere un altro capitolo del libro delle belle storie della Maremma.

Tutto inizia con una bottiglietta d’acqua ormai vuota e la signora Roberta che si avvicina a un bidone per gettarla: una volta aperto il contenitore, la donna ha avuto un sussulto, perché qualcosa ha iniziato a muoversi tra i rifiuti che giacevano all’interno. «Un serpente» è stato il primo pensiero di Roberta e del marito Erasmo Colacicco, due turisti svizzeri (sono di Bachenbulach ) in vacanza a Scarlino. L’uomo allora ha guardato meglio e ha visto che a muoversi non era un rettile strisciante, ma una tartaruga di terra, che se non fosse arrivata la coppia, probabilmente, non avrebbe mai più rivisto la luce del sole.

Erano circa le 19. 15 di martedì quando questa storia è stata scritta in piazza Gramsci a Scarlino Scalo. Roberta ed Erasmo stavano dirigendosi verso il ristorante quando la donna ha dovuto gettare la bottiglietta e l’unico posto adatto nei paraggi erano i bidoni ermetici a uso esclusivo del locale. La turista se n’è fatta poco scrupolo, visto che si trattava di un rifiuto da niente, e ha aperto. Non fossero passati gli svizzeri, non ci fosse stata quella bottiglietta, difficile pensare che la tartaruga sarebbe saltata fuori, visto che per lei era impossibile uscire e che la mattina dopo sarebbe passato il mezzo attrezzato a raccogliere la spazzatura. Invece, questa volta, un pezzo di plastica è bastato a salvare la vita a un animale.

Nessuno sa come sia finita lì dentro, anche se l’unica spiegazione simile porta direttamente all’infimo gesto di qualche mente molto poco brillante. Ma Roberta ed Erasmo non si sono limitati a tirar fuori la tartaruga dal bidone. Affezionatisi a prima vista, i due hanno cercato un veterinario per assicurarsi che la piccola stesse bene, ma a quell’ora il medico aveva già chiuso bottega. Così si sono rivolti a un negozio di mangimi e attrezzature per animali lì vicino e gli hanno lasciato in custodia la tartaruga, senza però lavarsene le mani. Ieri infatti i nostri turisti sono tornati nel negozio, hanno ripreso la tartaruga e l’hanno portata finalmente dal veterinario. E a quanto pare la piccola non ha subito conseguenze e potrà tornare libera nelle vicine campagne scarlinesi, scrivendo la parola fine su questa bella storia fatta di svizzeri che hanno sacrificato una piccola parte delle proprie ferie per passarle insieme a un animale in difficoltà.
 

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