Sicurezza
Dopo venti anni gli archeologi tornano a Rocca Silvana
castell’azzara. Rocca Silvana che guarda a Selvena, frazione di Castell’Azzara: dopo 20 anni sono ripresi gli scavi alla Rocca e le ricerche sul territorio. E con gli studenti di archeologia ci saranno, a collaborare, anche giovani che vivono con un handicap grazie al progetto “Dopodinoi”.
È una grande occasione per il rilancio degli scavi della Rocca e per un’iniziativa di inclusione di cui Castell’Azzara si fa interprete. Lunedì ha preso il via il progetto di scavo con studenti dell’ateneo senese, della Sapienza di Roma, dell’università di Bologna, di quella di Firenze e dell’università della Tuscia, che si incentra su Rocca Silvana che con la sua doppia cinta di mura fu il palazzo-fortezza più importante del monte Amiata, fin dall’833, poi castello degli Aldobrandeschi. La sua ricchezza era dovuta ai vicini giacimenti di cinabro e mercurio sfruttati fin da prima dell’anno 1000 e alla sua posizione al vertice di una collina rocciosa, di quasi seicento metri d’altezza, con tre lati a strapiombo sulla valle del fiume Fiora.
«Adesso – spiega il sindaco di Castell’Azzara Maurizio Coppi – ci sono nuove domande e nuovi stimoli, ambiziosi obiettivi che l’amministrazione comunale con l’amministrazione separata dei beni di uso civico di Selvena, proprietaria dell’area degli scavi e la Pro Loco, promette di perseguire con la ripresa della campagna di scavi nel sito archeologico di Rocca Silvana, dopo 20 anni di silenzi».
Sarà l’università di Siena con le cattedre di archeologia medievale e preistoria a lavorare per un mese non solo sul sito di Selvena ma anche su Monte Penna e su Monte Civitella. Le nuove ricerche, finanziate in gran parte dal Comune e in parte dal dipartimento, si estenderanno al territorio e a tutte le fasi della presenza umana a partire dalla Preistoria. Numerose collaborazioni sono già state attivate per analisi e ricerche specifiche che consentono di collocare il progetto Selvena all’interno del più avanzato scenario europeo in termini di metodologie e tecnologie adottate.
Gli archeologi alloggeranno alla casa del minatore di Selvena dove saranno ospitati i partecipanti al progetto “Dopodinoi” promosso dalla Regione Toscana; per questo c’è una collaborazione con il Coeso Società della Salute delle zone Amiata grossetana, Colline Metallifere e Area Grossetana per svolgere attività di inclusione e socializzazione sia durante il periodo di scavo che nei mesi successivi. «A questa attività di inclusione – conclude il sindaco – la nostra amministrazione tiene moltissimo». –
Fiora Bonelli
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