Il Tirreno

Grosseto

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Centrale di Poggio Montone I comitati scendono in piazza

Fiora Bonelli

Manifestazione il 7 settembre contro la realizzazione dell’impianto geotermico La società Sorgenia ha già ottenuto il via libera alla costruzione dalla Regione

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I sostenitori di un’Amiata senza geotermia tornano in piazza. Il 7 settembre, a Saragiolo, frazione di Piancastagnaio, proprio sul confine con Santa Fiora, si protesterà contro la realizzazione della centrale geotermica di Poggio Montone, che ha avuto ad aprile la pronuncia positiva della Regione. Non solo. Si protesta anche contro l’ipotesi di un Polo Geotermico dell’Amiata e perché il governo (che ci sarà) non finanzi con i fondi delle energie rinnovabili né le centrali flash né quelle a ciclo binario con emissioni zero. Si protesta a difesa della salute, della qualità della vita e dell’ambiente. La giornata, che si chiama “Festa di protesta”, è organizzata dalla rete nazionale Nogesi, Sos geotermia e Comitato a difesa del territorio di Saragiolo.

Quella di Poggio Montone è una questione che ha sollevato polveroni, sia da parte di comitati che del comune di Piancastagnaio che si è rivolto al Tar pur di impedirla. Il comune di Santa Fiora, invece, in un primissimo momento contrario, ha poi “trattato” per strappare, nel caso di costruzione della centrale, posti di lavoro e benefici per la comunità santafiorese.

La giunta regionale toscana ha autorizzato con una delibera del 23 aprile, la costruzione di Poggio Montone alla società Sorgenia, che prevede fino a 17 pozzi geotermici, otto di estrazione a Saragiolo e nove di reiniezione fra Bagnolo e Marroneto di Santa Fiora.

Immediata era stata l’alzata di scudi di Rifondazione Comunista di Santa Fiora che aveva osservato: «Malgrado le nostre osservazioni negative e quelle di comitati e cittadini, ha prevalso la logica della giunta toscana, orientata a trasformare l’Amiata nel secondo polo geotermico regionale».

Sulla centrale di Poggio Montone il comune di Santa Fiora aveva presentato osservazioni fin dalla fase di Via , nel 2017: « Santa Fiora non voleva la centrale Poggio Montone – aveva commentato il sindaco Federico Balocchi – Non perché siamo contrari all’energia geotermica, ma perché riteniamo che la nostra area sia già satura di centrali. Per questo abbiamo tentato di governare la volontà di realizzazione sostenuta da tutti gli altri enti, opponendo pareri contrari e osservazioni di merito molto approfondite. Durante la lunga fase di valutazione ambientale le criticità che avevamo denunciato sono state rimosse. La Regione tiene molto a sperimentare questo nuovo tipo di centrali, senza emissioni, in quanto se dimostreranno la funzionalità dovranno essere riconvertite le centrali esistenti. Noi, a questo punto, abbiamo ottenuto la garanzia di investimenti importanti nel nostro comune, che porteranno in un paio di anni decine di posti di lavoro nell’ambito della pelletteria e dell’agricoltura». Il comune di Piancastagnaio, invece, decise subito dopo la rielezione del sindaco Luigi Vagaggini, per il ricorso al Tar e contestò il protocollo d’intesa per le ricadute economiche del progetto, stilato col solo comune di Santa Fiora.

Adesso il problema è ancora lì: in una fase delicata della politica italiana che sta battezzando un nuovo governo; Roma aveva mesi fa promesso che avrebbe di nuovo reintrodotto la geotermia nel Fer 2 , con dunque gli incentivi previsti per le energie rinnovabili. I comitati non vogliono: il 7 settembre i manifestanti diranno a chiare note di non condividere questa linea. —

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