Il Tirreno

Grosseto

C’è chi se lo aspettava e chi no «Siamo messi male». «Macché»

Giovanna Mezzana
C’è chi se lo aspettava e chi no «Siamo messi male». «Macché»

Giannini (Coni) e Fommei (Panathlon Club) leggono i risultati  che il quotidiano di Confindustria attribuisce alla sportività locale 

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L’OPINIONE

Sono destinati a suscitare dibattito i risultati dell’indagine con cui il Sole 24 ore misura le performance dell’universo dello sport in 107 province e “sbatte” Grosseto in 86ª posizione. Tra gli addetti ai lavori c’è chi non si stupisce e chi vede quasi l’ombra “di un complotto” ai danni di una Maremma che fa grandi sforzi per emergere: non senza risultati.

«Quella di Grosseto è una caduta libera – nota Daniele Giannini, delegato provinciale Coni – Nel 2015 era in 54ª posizione, 68ª nel 2016, 84ª nel 2017, 79ª nel 2018. Le classifiche devono essere lette guardando al risultato finale, complessivo, perché i singoli indicatori vengono valutati in maniera scientifica ma non tengono conto della geografia del territorio, delle distanze: ma ciò non giustifica il risultato finale». «Siamo messi male – dice Giannini – Non si può essere al 99° posto per lo sport femminile, al 91° per lo sport dedicato ai bambini. Manca la formazione di una cultura sportiva come dimostra l’indagine (107° posto su 107), che sia anche una culturalizzazione dirigenziale per la conduzione di società sportive». Difficile discernere da dove arrivi il pessimo risultato. «Senza dubbio – valuta – è un insieme di cause». Che fare? «Bisogna smetterla di piangersi addosso – risponde Giannini – e di pensare ciascuno al proprio orticello: “Io ho questa squadra in questa serie, io quest’altra...”, non va bene. Tutti si devono rimboccare le maniche, compresi gli amministratori, farsi un esame di coscienza e consorziarsi».

Senza parole per i risultati dell’indagine del quotidiano di Confindustria è invece Armando Fommei, presidente Panathlon Club: «Noi abbiamo una squadra di basket che è andata in serie B in tre anni. Un hockey in serie A2. Non mi riconosco affatto – sottolinea Fommei – nei risultati di questa indagine. Alcuni sport, come il baseball, sono andati come sono andati non per mancanza di iscritti ma per diatribe societarie. Le strutture, poi, ci sono: eventualmente ci possono essere carenze sul fronte gestionale». Si anima Fommei nel commentare le performance che lo studio attribuisce a Grosseto: «Sa – conclude – io vorrei che lo sport, che è una grande lezione di vita per i giovani, fosse sempre in auge». E come dargli torto? –

Giovanna Mezzana

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