Attenzione
Marrini replica a Termine «Non capisco la sua serenità»
Grosseto. La questione infermieri continua a suscitare scambi di opinione, diatribe, e fuochi incrociati: non solo tra Ordine professionale degli infermieri, sindacati che tutelano la categoria (da una parte) e Asl Toscana sud est (dall’altra), ma anche tra politici. Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Sandro Marrini, replica a Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo ma anche presidente della Conferenza dei sindaci, sull’organico degli infermieri in forza all’ospedale Misericordia. «Non capiamo – dice Marrini – la sicurezza di Termine nel definire la situazione sotto controllo, nonostante il “taglio” degli infermieri interinali e la preoccupazione dei sindacati. Ci domandiamo se i rappresentanti delle istituzioni che esprimono tanta serenità siano a conoscenza della realtà o se difendano a priori scelte politiche, anche se ledono pazienti e operatori».
Marrini affronta poi un’altra questione che riguarda il Dipartimento delle professioni infermieristiche, «il cui responsabile continua a sottrarsi a un confronto diretto rischiando»; e aggiunge: «È mai possibile che abbia impiegato due anni per fare un regolamento che ha moltiplicato gli infermieri di scrivania a scapito dei colleghi che operano in prima linea in condizioni sempre più difficili e con sempre meno risorse? Non si poteva pensare a soluzioni che garantissero sia la permanenza sul luogo di lavoro che la progressione di carriera con incarichi professionali? Nell’alveare sono proliferate le api regine che crescono a discapito delle api operaie».
Marrini sottopone poi una questione a cittadini: «Vogliamo riflettano – dice – su una questione: cento infermieri termineranno il contratto e cento dovranno essere assunti; ma quando avverrà la sostituzione? Come pensa il “sindaco serafico” di affrontare il periodo intermedio che sarà caratterizzato da un insostenibile sovraccarico lavorativo per gli operatori (con un’ovvia perdita di qualità assistenziale), le cui spese ricadranno sui cittadini e sul loro rapporto con i sanitari? ».
«Vorremmo un atteggiamento meno tranquillizzante – conclude il coordinatore azzurro – che non tenda a sminuire il problema. Vorremmo impegni precisi con date di attuazione chiare per garantire continuità assistenziale e sicurezza per pazienti ed operatori. Se così non sarà, saremo puntuali nel riverberare la domanda ad altri livelli». –
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